(AGENPARL) - Roma, 10 Giugno 2026 - È CIÒ CHE EMERGE DAI RISULTATI DELL'"INDAGINE SULLA MATURITÀ DIGITALE DEI
COMUNI CAPOLUOGO " CONDOTTA DA FPA
PER DEDA NEXT E PRESENTATA OGGI AL FORUM PA 2026
Roma, 10 giugno 2026 – Ferrara è anche quest'anno tra i Comuni capoluogo
italiani a elevata maturità digitale. È quanto emerge dall'Indagine sulla
maturità digitale dei Comuni capoluogo realizzata da FPA, società del
gruppo DIGITAL360, per Deda Next, realtà del Gruppo Dedagroup impegnata ad
accompagnare la trasformazione digitale della PA e delle aziende di
pubblico servizio, presentata oggi a FORUM PA 2026.
La ricerca, giunta all'ottava edizione, analizza lo stato di avanzamento
delle amministrazioni comunali italiane negli obiettivi di digitalizzazione
individuati dal PNRR, secondo il modello Ca.Re. (Cambiamento Realizzato) di
Deda Next. Un benchmark che rappresenta uno strumento operativo per
misurare i risultati raggiunti dalle amministrazioni nel loro percorso di
innovazione, confrontarsi con altre realtà simili e comprendere su quali
ambiti intervenire per migliorare il proprio livello di digitalizzazione.
Il risultato è una classificazione dello stato di maturità digitale di 110
città monitorate rispetto ad alcune delle principali dimensioni della
digitalizzazione della PA italiana: l'offerta di servizi online (indice
Digital Public Services), l'integrazione con le principali piattaforme
nazionali (Digital PA) e la maturità su open data e interoperabilità
(indice Digital Data Gov), che comprende anche misurazioni sull'adozione
della PDND (Piattaforma Digitale Nazionale Dati).
Dall'analisi emerge che Ferrara si conferma per il sesto anno consecutivo
tra le amministrazioni a più elevata maturità digitale tra i Comuni
capoluogo italiani. Un risultato che racconta una visione
dell'amministrazione precisa e di lungo periodo, che ha fatto della
digitalizzazione una priorità strutturale anche prima che il PNRR la
portasse al centro dell'agenda pubblica. A poche settimane dalla chiusura
ufficiale del Piano, la rilevazione di quest'anno, avviata successivamente
alla scadenza prevista per il completamento dei progetti a lump sum di PA
maturità digitale consolidata e stabile: l'indice Ca.Re. si attesta a 84,
riflesso delle performance dell'indice Digital Public Services, in cui
Ferrara ottiene il punteggio massimo (100), dell'indice Digital PA (73) e
dell'indice Digital Data Gov (80).
(n.b.: la valutazione è basata su un punteggio da 0 a 100).
Il sindaco di Ferrara Alan Fabbri commentando i risultati raggiunti
sottolinea: "Ferrara si conferma per il sesto anno consecutivo tra le
amministrazioni a più elevata maturità digitale tra i Comuni capoluogo
italiani. Un risultato che riflette la visione di questa amministrazione,
che ha scelto di fare della digitalizzazione una priorità strutturale di
lungo periodo, rafforzando gli investimenti anche grazie ai 3 milioni di
euro complessivi intercettati attraverso il PNRR. Abbiamo avviato anche i
primi interventi sull'intelligenza artificiale, a partire dal sistema di
protocollazione della posta e degli atti in ingresso al Comune. Stiamo
inoltre lavorando all'introduzione di soluzioni di IA per supportare il
lavoro degli uffici e, soprattutto, per migliorare i servizi ai cittadini
attraverso, ad esempio, un chatbot sul sito istituzionale. Proseguono,
inoltre, gli investimenti relativi al Gemello Digitale, che consentirà il
monitoraggio in tempo reale del territorio attraverso una sua ricostruzione
digitale in alta definizione, e sul potenziamento della videosorveglianza
cittadina, con il completamento del progetto TIA e l'integrazione dell'area
dello stadio nella rete Smart City. L'obiettivo è quello di adottare
tecnologie che non solo rendano più efficiente l'amministrazione e
snelliscano la burocrazia, ma che rispondano concretamente ai bisogni dei
cittadini, generando valore pubblico duraturo".
"I risultati dell'Indice Ca.Re. 2026 certificano un traguardo storico: la
digitalizzazione di base dei Comuni italiani è sostanzialmente compiuta.
Ora si apre una stagione nuova, più decisiva. La vera partita si gioca
sull'interoperabilità, non come adempimento tecnico ma come cambio di
paradigma nel modo di concepire il dato pubblico. Connettere in modo
intelligente le informazioni che i Comuni producono e ricevono ogni giorno
significa costruire una PA capace di anticipare i bisogni dei cittadini,
non solo di rispondervi. L'enorme patrimonio di servizi oggi disponibile
sulla PDND resta ancora largamente sottoutilizzato per l'assenza di una
piena cultura dell'ecosistema e della collaborazione tra enti, territori e
piattaforme. È qui che si misura la maturità digitale reale di un ente:
nella capacità di adottare solo la tecnologia necessaria, quella che
risponde a bisogni concreti e genera valore pubblico duraturo. La sfida del
post-PNRR sarà proprio quella di passare dalla logica del progetto alla
logica dell'ecosistema, dalla digitalizzazione dei singoli servizi alla
costruzione di relazioni intelligenti tra amministrazioni. È questo il
percorso in cui siamo impegnati ogni giorno, insieme agli enti, che va
oltre la stagione straordinaria del PNRR" sottolinea Fabio Meloni, CEO di
Deda Next. "Ferrara, che affianchiamo con le nostre soluzioni dedicate
all'amministrazione efficiente del territorio e nello sviluppo di progetti
di Smart City, è anche quest'anno tra i comuni più virtuosi e continua a
lavorare per migliorare ulteriormente la propria maturità digitale".
FERRARA E INVESTIMENTI PNRR
Sul fronte degli investimenti PNRR in ambito digitalizzazione, si segnalano
alcuni progetti e risultati. Lo sportello telematico polifunzionale è stato
reingegnerizzato, consentendo agli utenti di compilare online la
modulistica digitale in modo guidato e con semplicità, trasmettendoli
direttamente agli uffici competenti comodamente da casa.
Grazie ai fondi PNRR "Digitale Facile" sono stati attivati sette sportelli
di facilitazione e corsi gratuiti per aiutare i cittadini nell'uso dei
servizi online. Questi sportelli sono stati mantenuti attivi anche dopo il
termine della progettazione, per proseguire nell'impegno del processo di
affiancamento digitale ai cittadini.
Parte dei fondi è stata destinata all'aggiornamento del sistema digitale
dell'amministrazione, per migliorare l'efficienza dei servizi verso
cittadini e altre amministrazioni. Gli interventi hanno riguardato
l'interoperabilità di PagoPA e AppIO, il passaggio ai servizi cloud,
l'adesione all'Anagrafe Nazionale dello Stato Civile (ANSC), il
potenziamento di SUAP e SUE e il rafforzamento della cybersicurezza, con il
completamento dell'infrastruttura di protezione contro gli attacchi
informatici e una maggiore sicurezza della rete comunale.
I TREND DI DIGITALIZZAZIONE NEI COMUNI CAPOLUOGO
Salgono a 72 i Comuni capoluogo con un buon livello di maturità digitale
complessivo: nel 2026 sono Ferrara, Alessandria, Ancona, Andria, Arezzo,
Asti, Bari, Belluno, Bergamo, Bologna, Bolzano, Brescia, Brindisi,
Cagliari, Campobasso, Caserta, Cesena, Cosenza, Cremona, Cuneo, Fermo,
Firenze, Genova, Gorizia, Grosseto, Imperia, La Spezia, L'Aquila, Latina,
Lecco, Livorno, Lodi, Massa, Matera, Messina, Milano, Modena, Monza,
Napoli, Nuoro, Padova, Palermo, Parma, Pavia, Perugia, Pescara, Piacenza,
Pisa, Pistoia, Pordenone, Prato, Ravenna, Reggio Emilia, Rimini, Roma,
Rovigo, Sassari, Savona, Siena, Siracusa, Sondrio, Taranto, Torino, Trento,
Treviso, Trieste, Udine, Varese, Venezia, Verbania, Verona e Vicenza.
Questo miglioramento complessivo si traduce anche in un'ulteriore riduzione
dei divari territoriali. Infatti, tra le città con un buon livello di
maturità ci sono 11 piccole città (meno di 50mila abitanti), contro le 8
del 2025 e le 3 del 2024, nonché 24 realtà medio-piccole (tra 50mila e
100mila abitanti), contro le 14 del 2025 e le 9 del 2024. Inoltre, tra le
72 città nella fascia più alta ci sono ben 17 città del Mezzogiorno,
rispetto alle 11 del 2025 e le 3 del 2024.
Servizi digitali. L'ambito dei servizi online è quello che registra i
progressi più evidenti, grazie all'implementazione pressoché omogenea sul
territorio del template di sito comunale di Designers Italia e alla
crescita dell'offerta di servizi digitali. Il punteggio medio
dell'indice Digital
Public Services cresce in maniera sostanziale, salendo a 87,2 su 100,
rispetto al 70,0 del 2024 e al 77,2 del 2025. Per effetto di tale crescita,
nel 2026 le città nella fascia più alta dell'indice (livello "buono") sono
addirittura 103 su 110, contro i 67 del 2025 e i 35 del 2024. A questi, si
aggiungono i 5 Comuni in fascia "medio-alta", mentre sono solo 2 i Comuni
ancora in fascia "medio-bassa". Nessun Comune si colloca quindi nella
fascia di maturità più bassa.
Piattaforme nazionali. Anche il livello di adozione delle piattaforme
nazionali da parte dei Comuni registra miglioramenti. Il punteggio medio
dell'indice Digital PA sale a 69,2, rispetto al 64,2 del 2024 e al 67,8 del
2025. Per effetto di tali risultati, la quasi totalità delle città
capoluogo si colloca nelle due fasce di maturità più elevate: 37 a livello
"buono" (al pari dello scorso anno) e 66 a livello "medio-alto" (+6
rispetto al 2025). I restanti 7 Comuni si attestano in fascia "medio-bassa"
(contro le 13 della passata edizione), mentre anche in questo indice non si
registrano amministrazioni nella fascia di maturità più bassa (come lo
scorso anno).
Dati e interoperabilità. La progressiva adozione della PDND da parte dei
Comuni è alla base del deciso miglioramento nella dimensione della data
governance, ambito tradizionalmente gravato dai maggiori ritardi in termini
di maturità. Infatti, il punteggio medio dell'indice Digital Data Gov sale
a 54,7, contro il 33,6 del 2024 e il 42,3 del 2025. L'effetto di tale
crescita si riverbera anche sulla maturità complessiva: le città collocate
ad un "buon" livello di maturità sono 15 contro le 11 del 2025 (+4), ma
cresce soprattutto il numero di quelle in fascia "medio-alta", che salgono
da 30 a 61 (+31). Di contro, diminuiscono le realtà che registrano livelli
di maturità "medio-bassi" (da 33 a 23, -11) e si riducono drasticamente
quelle ad un livello "basso" (da 35 a 11, -24).
Il focus sulla PDND. A fine aprile 2026 erano oltre 11.400 gli e-service
erogati dai Comuni sulla PDND, con una netta prevalenza dei servizi
relativi ad "Albo pretorio" (1.604 servizi) e "Protocollo" (1.479), a cui
si aggiungono i servizi inerenti all'ambito "Demografici, anagrafici, stato
civile" (1.571) e "Attività produttive e commercio" (1.389). Di contro, si
registra un numero ancora relativamente basso di e-service relativi ad
ambiti chiave quali "Welfare e servizi sociali" (310), "Mobilità, viabilità
e trasporti" (335) ed "Edilizia, catasto, urbanistica" (224).
Sul fronte della fruizione, a fine aprile 2026 i servizi con il maggior
numero di Comuni abilitati erano il Servizio notifiche digitali di SEND
(oltre 6.800), i servizi relativi all'Archivio Nazionale dei Numeri Civici
delle Strade Urbane – ANNCSU (tra i 2.500 e i 5.000 Comuni) ed alcuni

