(AGENPARL) - Roma, 7 Giugno 2026 - ll senatore statunitense Bernie Sanders ha lanciato un duro attacco contro il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. Secondo Sanders, il premier israeliano starebbe operando in collusione con il Congresso degli Stati Uniti per celare il reale ammontare degli aiuti militari a Tel Aviv, integrandoli negli accordi di coproduzione del Pentagono.
L’accusa di Sanders
“Netanyahu sa che gli americani sono stufi di finanziare le guerre di Israele. Per questo sta lavorando con il Congresso per nascondere gli aiuti militari all’interno degli accordi di coproduzione del Pentagono”, ha dichiarato Sanders in un post sui social domenica. Il senatore ha annunciato la sua ferma opposizione alla legislazione in esame, avvertendo che questa integrerebbe ulteriormente Israele nel sistema militare-industriale statunitense.
Cosa prevede la Sezione 224
Al centro della polemica c’è la proposta contenuta nel National Defense Authorization Act (NDAA). In particolare, la Sezione 224, denominata “United States-Israel Defense Technology Cooperation Initiative”, punta a creare un coordinamento senza precedenti in settori critici:
- Ricerca e sviluppo bilaterale
- Coproduzione di armi e joint venture
- Tecnologie avanzate: intelligenza artificiale, quantistica, sistemi autonomi, energia diretta, cyber e biotecnologie.
Secondo diversi analisti, se approvata, questa norma legherebbe le forze militari americane e israeliane in modo più stretto rispetto a quanto avviene con qualsiasi altro alleato globale.
Il contesto geopolitico
La manovra solleva interrogativi sull’influenza politica e strategica tra i due Paesi. I rapporti evidenziano come, dal 1948, gli Stati Uniti abbiano già destinato a Israele circa 200 miliardi di dollari (valore aggiustato per l’inflazione) in assistenza militare.
Attualmente, la questione si intreccia con i conflitti in corso in Libano, Palestina e Siria, oltre alle tensioni regionali che hanno visto contrapposizioni dirette con l’Iran tra il 2025 e il 2026. L’eventuale approvazione della proposta radicherebbe ulteriormente Washington negli scenari bellici e politici israeliani.
