(AGENPARL) - Roma, 1 Giugno 2026 - Teheran, 1 Giugno 2026 – Il viceministro degli Esteri iraniano per gli affari legali e internazionali, Kazem Gharibabadi, ha ribadito la ferma posizione di Teheran sulla gestione dello Stretto di Hormuz. Il Paese non tollererà interferenze straniere nel corridoio marittimo, ora regolamentato da nuove norme concepite esclusivamente dalla Repubblica Islamica.
“In condizioni di guerra, abbiamo stabilito nuovi regolamenti per il controllo del traffico marittimo e non permetteremo a nessuno di interferire”, ha dichiarato Gharibabadi. L’Iran ha di fatto chiuso il passaggio ai Paesi ostili e ai loro alleati, in risposta alle azioni aggressive subite tra il 28 febbraio e il 7 aprile. Tali misure sono state inasprite in seguito al blocco navale annunciato il 13 aprile dagli Stati Uniti, considerato illegale da Teheran poiché viola i termini del precedente cessate il fuoco.
Parallelamente, l’Iran ha istituito l’Autorità per lo stretto del Golfo Persico (PGSA) per supervisionare il transito navale. Sono in corso trattative con l’Oman, l’altro Stato costiero, per definire un nuovo quadro di transito marittimo. “Lo Stretto di Hormuz ha due stati costieri: Iran e Oman. Entrambi hanno il diritto di esercitare la sovranità sulle proprie acque territoriali”, ha sottolineato il viceministro, confermando progressi positivi nelle consultazioni con Muscat.
Gharibabadi ha infine denunciato le recenti pressioni di Washington, che ha minacciato l’Oman di sanzioni e ritorsioni militari qualora collaborasse alla nuova regolamentazione. “Con queste minacce, gli Stati Uniti violano il diritto internazionale. Abbiamo esortato l’Oman a non cedere e ad esercitare pienamente la propria sovranità in tempo di pace”, ha concluso il funzionario.
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