(AGENPARL) - Roma, 1 Giugno 2026 - Il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu ha ordinato attacchi militari sul distretto di Dahiyeh, a Beirut. L’ordine è arrivato lunedì. Il premier ha giustificato l’azione come risposta a presunte violazioni della tregua da parte di Hezbollah. Netanyahu e il ministro degli affari militari, Israel Katz, hanno incaricato l’esercito di colpire specifici obiettivi nell’area.
La situazione sul campo
La tregua, operativa dal 17 aprile, è stata prorogata fino a inizio luglio. Nonostante ciò, il bilancio delle vittime in Libano ha superato le 3.400 persone. A Dahiyeh, il traffico è intenso. Le forze di sicurezza locali stanno gestendo il flusso dei veicoli in uscita dal distretto.
Lo stallo dei negoziati
Venerdì si sono conclusi a Washington colloqui trilaterali tra Libano, Israele e Stati Uniti, senza produrre risultati. Il vertice, durato nove ore, non ha portato a una svolta. La delegazione libanese ha richiesto la fine immediata delle ostilità. La controparte israeliana ha respinto la richiesta, rifiutando il ritiro dai territori occupati e ponendo come condizione lo smantellamento di Hezbollah.
Gli Stati Uniti hanno ribadito la richiesta di un Libano libero da gruppi armati non statali. Lo sceicco Naim Qassem, segretario generale di Hezbollah, si era espresso in precedenza contro negoziati diretti, sostenendo l’opzione di trattative indirette. Qassem ha inoltre escluso qualsiasi discussione riguardante l’armamento di Hezbollah.
Il quadro regionale
L’aggressione prosegue nonostante le richieste iraniane di una tregua urgente su tutti i fronti. Gli Stati Uniti e Israele continuano a condurre azioni congiunte nella regione dall’inizio dell’aggressione, avvenuto il 28 febbraio. Il cessate il fuoco unilaterale, annunciato dal presidente statunitense Donald Trump il 7 aprile, non ha finora trovato un impegno concreto né da parte di Washington né di Tel Aviv
