(AGENPARL) - Roma, 1 Giugno 2026 - Il Ministero degli Esteri iraniano ha formalizzato la rottura, avvertendo Washington che le continue operazioni israeliane in Libano costituiscono una violazione diretta del cessate il fuoco dell’8 aprile. Teheran non distingue più tra i fronti: ogni attacco è considerato un’infrazione sistemica.
I punti della crisi
La posizione iraniana, espressa in una dichiarazione ufficiale di lunedì, delinea uno scenario di totale deterioramento diplomatico:
- Responsabilità diretta: Washington viene chiamata in causa per non aver saputo contenere Israele, rendendo di fatto nulle le tutele del cessate il fuoco.
- Violazione dell’integrità: Le operazioni in Libano — con migliaia di vittime e milioni di sfollati — sono percepite come un’aggressione che si riflette direttamente sulla sicurezza iraniana.
- Diritto alla risposta: Teheran rivendica la libertà di agire in difesa dei propri interessi “ovunque lo ritenga necessario”, svincolandosi dagli impegni presi.
Il fallimento della mediazione
Nonostante i tentativi di Donald Trump di intervenire per fermare i piani israeliani su Beirut, la situazione è ormai fuori controllo. L’Iran ha chiarito che ogni futura prospettiva di accordo volto a terminare l’aggressione USA-Israele dovrà includere, senza eccezioni, la cessazione degli attacchi contro tutte le forze di resistenza alleate nella regione.
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