(AGENPARL) - Roma, 12 Maggio 2026 - *Firenze, 12 maggio 2026*
Comunicato stampa
*Dalla prima bomba atomica nasce un materiale mai visto prima: la scoperta
del team internazionale guidato dall'Ateneo Fiorentino*
*Il gruppo di ricerca coordinato da Luca Bindi ha identificato una
struttura cristallina inedita nel deserto del New Mexico.*
*Si sarebbe generata durante il Trinity test del 1945*
Un materiale completamente nuovo, mai osservato prima, è stato scoperto
all'interno dei resti della prima esplosione nucleare della storia. A
guidare il team internazionale è *Luca Bindi*, docente di Mineralogia
del Dipartimento di Scienze della Terra, già noto per la scoperta dei
*quasicristalli* *naturali*
Lo studio, pubblicato su *PNAS* ,
è intitolato "Extreme non-equilibrium synthesis of a Ca–Cu–Si clathrate
during the Trinity nuclear test" e si concentra sulla trinitite, il vetro
formatosi nel deserto del *New Mexico* dopo il *Trinity test del 1945*.
Proprio lì, in minuscole gocce metalliche intrappolate nel materiale, i
ricercatori hanno identificato una struttura cristallina inedita: *un
clatrato a base di calcio, rame e silicio*, mai osservato prima, né in
natura né come composto artificiale prodotto in laboratorio.
I clatrati sono materiali di grande interesse tecnologico: la loro
struttura "a gabbia" può intrappolare atomi e molecole, conferendo
proprietà uniche. Sono studiati per applicazioni che vanno dalla
conversione dell'energia (come materiali termoelettrici in grado di
trasformare calore in elettricità) allo sviluppo di nuovi semiconduttori,
fino allo stoccaggio di gas e all'idrogeno per le tecnologie energetiche
del futuro.
Il fatto che un nuovo clatrato si sia formato spontaneamente durante
un'esplosione nucleare indica che condizioni estreme – temperature e
pressioni elevatissime – possono generare materiali completamente nuovi,
impossibili da ottenere con i metodi tradizionali.
La scoperta è ancora più interessante perché nello stesso evento si era già
formato un altro materiale rarissimo: un quasicristallo ricco di silicio
documentato sempre dal team di Bindi pochi anni fa
"Capire il legame tra queste strutture aiuta gli scienziati a comprendere
meglio come si organizzano gli atomi in condizioni estreme e ad ampliare le
possibilità di progettazione di nuovi materiali avanzati" commenta Bindi.
"Eventi come esplosioni nucleari, fulmini o impatti meteoritici funzionano
come veri laboratori naturali," spiegano i ricercatori. "Permettono di
osservare forme di materia che non riusciamo a riprodurre facilmente in
laboratorio."
Questa ricerca apre nuove prospettive non solo per la scienza fondamentale,
ma anche per lo sviluppo di tecnologie innovative, dimostrando che persino
eventi distruttivi possono lasciare in eredità scoperte utili per il futuro.
*In foto: il materiale scoperto dai ricercatori guidati da Luca Bindi*
