(AGENPARL) - Roma, 17 Aprile 2026 - – “Ieri una delegazione della commissione Antimafia ha effettuato un’audizione dei magistrati della Procura di Milano che gestiscono le indagini nel processo ‘Hydra’. Stante la ristrettezza dei tempi avevo provveduto a iscrivermi a parlare per primo dovendo formulare tredici domande riguardanti specificamente le frequentazioni e i rapporti a Milano e a Roma di colletti bianchi del clan Senese con esponenti apicali di Fdi, desumibili da intercettazioni e da altre indagini, nonché sui capitali di origine opaca e schermati all’estero di società a cui sono interessati altri personaggi, sempre di Fdi, con ruoli ministeriali. Con mia viva sorpresa, dopo che la segreteria della commissione aveva specificato che era il mio turno, la presidente Colosimo non mi ha consentito di intervenire e, nonostante avessi segnalato che alle 16 avrei avuto la necessità lasciare l’audizione, ha continuato a non darmi la parola se non proprio alle ore 16. A causa di questo ostruzionismo ho potuto formulare solo tre domande su tredici in fretta e furia e non ho potuto neppure chiedere eventuali chiarimenti. Per di più, mentre articolavo alcune domande, la presidente mi parlava sopra sostenendo che erano superflue prima ancora che potessi completarle. Mi è stato così impedito di svolgere il mio mandato parlamentare. Lo stesso metodo adottato dalla presidente Colosimo nella commissione Antimafia dinanzi a domande scomode, come ho potuto sperimentare io personalmente ma anche altri parlamentari della minoranza come, ad esempio, l’esponente del Pd Provenzano, placcato per impedirgli di porre al generale Mori domande sulle stragi del 1993 per le quali lo stesso Mori è indagato. E’ sempre lo stesso bullismo istituzionale al quale fa ricorso la maggioranza per silenziare i parlamentari scomodi della minoranza”.
Lo afferma il senatore M5S Roberto Scarpinato.