(AGENPARL) - Roma, 20 Marzo 2026 -
“Il diritto internazionale altro non è che un paravento, che serve fino a quando interessa e viene brutalmente violato quando non fa più comodo”. Si apre con questo passaggio la relazione con cui il presidente del Consiglio nazionale forense, Francesco Greco, ha inaugurato oggi a Roma l’Anno giudiziario 2026 dell’Avvocatura italiana all’Auditorium Parco della Musica.
Nel suo intervento, Greco ha legato il quadro geopolitico internazionale al ruolo degli avvocati sostenendo che nel “nuovo disordine mondiale” il loro ruolo è oggi “più importante che mai” come “garanzia dei diritti di tutti, della persona umana, della democrazia e della libertà”.
Tra i passaggi centrali della relazione, Greco ha rilanciato con forza il tema della giustizia, definita “non un servizio”, ma “una funzione fondamentale attraverso cui lo Stato di diritto viene riaffermato e garantito in tutte le sue espressioni”. “La giustizia – ha aggiunto – non è un costo, ma un investimento; non è un ostacolo, ma una garanzia”.
Sul piano delle riforme processuali, Greco ha attaccato duramente la “trattazione scritta”, introdotto dalla riforma Cartabia, definendola “la palese e manifesta negazione del processo” e chiedendone l’abrogazione come forma ordinaria di svolgimento del giudizio. “Noi avvocati vogliamo un processo vero, pretendiamo per i nostri assistiti un processo giusto, e non un burocratico procedimento amministrativo”, ha affermato, sollecitando politica e magistratura a sostenere la richiesta dell’Avvocatura.
Nel passaggio dedicato alla riforma dell’ordinamento forense, Greco ha chiesto di accelerare il percorso parlamentare e ha annunciato che il CNF ha sollecitato il ministro della Giustizia ad anticipare le nuove regole di accesso alla professione, per dare “congruo anticipo” a tirocinanti e scuole forensi sulle modalità dell’esame di abilitazione 2026. “Passato il referendum non attenderemo più un solo giorno”, ha aggiunto, rilanciando la richiesta dell’Avvocatura di una rapida approvazione della riforma.
Quanto al referendum sulla giustizia del 22 e 23 marzo, Greco ha ribadito che il Consiglio nazionale forense, “nel rispetto del ruolo istituzionale”, ha scelto di non prendere posizione, lasciando liberi i consiglieri di esprimersi a titolo personale. Ha però rivolto un appello agli avvocati: farsi “portatori, presso i nostri assistiti e i nostri conoscenti, dell’illustrazione tecnica del contenuto della riforma referendaria”, affinché ciascuno possa decidere “senza i condizionamenti, le simpatie e le ideologie della politica”.
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