(AGENPARL) - Roma, 15 Marzo 2026 - SENTENZA DELLA CORTE DEI CONTI N. 8/2025
RISCATTO PENSIONISTICO: COSA CAMBIA DAVVERO PER I MILITARI
COMUNICATO STAMPA N.34 /2026
Roma, 14 marzo 2026
Negli ultimi mesi si è parlato molto della sentenza n.
8/2025 delle Sezioni Riunite della Corte dei Conti, che riguarda il tema del
riscatto di alcuni periodi di servizio ai fini pensionistici per il personale
militare.
Come spesso accade quando emergono novità in materia
previdenziale, si sono diffuse interpretazioni contrastanti e talvolta poco
chiare. Per questo motivo SIULM Aeronautica ritiene necessario fare chiarezza,
spiegando in modo semplice cosa stabilisce realmente questa decisione e quali
effetti può avere per il personale militare.
Cosa dice la sentenza della Corte dei Conti?
La sentenza non introduce nuove norme sulla pensione dei
militari, ma fornisce una interpretazione definitiva delle regole già esistenti
relative al riscatto di alcuni periodi di servizio.
In particolare, la Corte ha chiarito che possono essere
riscattati a titolo oneroso alcuni periodi di servizio che in precedenza spesso
venivano esclusi o respinti dall’INPS.
Tra questi rientrano:
• il servizio di leva
obbligatorio;
• i periodi di
formazione o corsi presso istituti militari;
• alcuni periodi di
servizio svolti presso reparti o enti che non davano diritto alle maggiorazioni
di servizio.
Questi periodi, se riscattati, diventano utili ai fini del
calcolo della pensione.
È importante precisare che il riscatto riguarda solo la
pensione e non la buonuscita (TFS).
Il chiarimento più importante riguarda il momento in cui
nasce il diritto al riscatto.
Secondo la Corte dei Conti:
il diritto dipende dal periodo di servizio effettivamente
svolto,
e non dalla data in cui viene presentata la domanda.
Questo principio ha un effetto molto rilevante perché
consente di valorizzare periodi di servizio più favorevoli dal punto di vista
pensionistico.
Il tema del limite dei 5 anni.
La normativa prevede da tempo un limite massimo di cinque
anni di maggiorazioni o riscatti utili ai fini pensionistici.
In passato l’INPS respingeva molte domande sostenendo che
il limite fosse già stato raggiunto.
La sentenza chiarisce invece un principio importante:
• il limite dei 5 anni
non cambia;
• tuttavia è possibile
scegliere quali periodi valorizzare, sostituendo eventualmente quelli meno
vantaggiosi con altri più favorevoli.
In altre parole, alcuni periodi di servizio antecedenti al
1998 possono essere riscattati anche se il limite risulta già apparentemente
raggiunto, purché il totale delle maggiorazioni non superi comunque i cinque
anni previsti dalla legge.
Perché i periodi antecedenti al 1998 sono importanti?
La sentenza assume particolare rilevanza per i periodi di
servizio svolti prima della riforma previdenziale del 1998.
Questo perché tali periodi possono incidere su quote
pensionistiche calcolate con il sistema retributivo, generalmente più favorevole
rispetto al sistema contributivo.
In alcuni casi il riscatto può:
• aumentare la base
pensionabile;
• incrementare l’importo
della pensione;
• consentire una
migliore valorizzazione dell’anzianità contributiva.
Un esempio pratico
Per comprendere meglio gli effetti della sentenza,
immaginiamo il caso di un militare arruolato negli anni ’80.
Se durante la carriera ha svolto:
• corso di formazione
iniziale;
• periodi di servizio
senza maggiorazioni operative;
potrebbe decidere di riscattare uno di questi periodi,
sostenendo un costo ma ottenendo un aumento della pensione futura.
In alcune simulazioni, un anno di riscatto può comportare
un incremento pensionistico di oltre il 2% dell’assegno annuo, recuperando il
costo nel giro di pochi anni.
Naturalmente ogni situazione va valutata caso per caso.
Cosa devono fare i militari?
Alla luce della sentenza, il personale militare interessato
dovrebbe:
1. verificare il proprio estratto
contributivo;
2. controllare i periodi di servizio svolti
prima del 1998;
3. valutare la convenienza di un eventuale
riscatto.
Si tratta di scelte che devono essere analizzate
attentamente, perché il riscatto è oneroso e il beneficio varia in base alla
carriera, allo stipendio e all’anzianità contributiva.
Il SIULM Aeronautica continuerà a monitorare con attenzione
gli sviluppi applicativi di questa sentenza, soprattutto per quanto riguarda
l’interpretazione che verrà adottata dall’INPS e dalle amministrazioni competenti.
La previdenza dei militari resta un tema complesso e spesso
caratterizzato da norme stratificate e interpretazioni non sempre uniformi.
Per questo motivo il SIULM ribadisce il proprio impegno:
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