(AGENPARL) - Roma, 30 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Fri 30 January 2026 COMUNICATO STAMPA
** Giornata mondiale contro il cancro:
9 pazienti su 10 si sentono sicuri della radioterapia
e cresce l’attenzione al supporto emotivo
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Nel giorno dedicato alla lotta contro il cancro (4/2), l’indagine AstraRicerche–AIRO restituisce l’immagine di una radioterapia vissuta come una cura affidabile e ben supportata. Il 92% dei pazienti si dichiara sicuro della tecnologia e il 76% si è sentito accompagnato dall’équipe. Se la tecnologia è vissuta con fiducia, l’indagine evidenzia come per il 48% dei pazienti il bisogno principale riguardi il sostegno emotivo
legato alla malattia
Milano, 30 gennaio 2026 – La radioterapia oncologica è oggi percepita dai pazienti come una cura efficace, sicura e sostenuta da una relazione di qualità con l’équipe sanitaria. È quanto emerge dall’indagine AstraRicerche–AIRO, condotta su pazienti sottoposti a radioterapia e presentata in occasione dell’ultimo Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Radioterapia e Oncologia Clinica.
“I dati ci dicono che la radioterapia è sempre più riconosciuta come una cura affidabile, ma ci ricordano anche che l’esperienza del paziente non si misura solo in termini di efficacia clinica – sottolinea Stefano Pergolizzi, Presidente A.I.R.O. (Associazione Italiana Radioterapia e Oncologia clinica) (https://www.radioterapiaitalia.it/), – perché la vera complessità del percorso oncologico riguarda spesso la dimensione emotiva, che va accompagnata con la stessa attenzione riservata alla tecnologia”.
FIDUCIA NELLA CURA E SICUREZZA DELLA TECNOLOGIA
La fiducia nella radioterapia emerge come uno degli elementi più solidi del percorso di cura. Il 92% dei pazienti dichiara di sentirsi molto o abbastanza sicuro rispetto alla tecnologia utilizzata, mentre il 76% si è sentito ben supportato dall’équipe sanitaria. Anche la qualità delle informazioni iniziali contribuisce in modo significativo a costruire questo clima di fiducia: il 66% le giudica chiare e complete.
“Questa fiducia è il risultato di anni di investimenti in innovazione, competenze e lavoro multidisciplinare – evidenzia Liliana Belgioia, Consiglio Direttivo AIRO – ma soprattutto di una relazione di cura basata su chiarezza, presenza e responsabilità condivisa”.
IL FOLLOW-UP COME PARTE DELLA CURA
A sei mesi dalla conclusione del trattamento, il 71% dei pazienti non riferisce effetti, mentre le visite di controllo vengono considerate utili o molto utili da oltre il 90% degli intervistati. Un dato che conferma come il follow-up sia percepito come una fase integrante del percorso terapeutico, fondamentale per orientare, rassicurare e gestire eventuali effetti nel tempo.
“La radioterapia non si esaurisce con l’ultima seduta – aggiunge Belgioia– ma prosegue nel monitoraggio, nell’ascolto e nella capacità di dare risposte tempestive ai bisogni che emergono dopo il trattamento”.
QUANDO LA DIFFICOLTÀ NON È TECNICA, MA EMOTIVA
Accanto agli aspetti positivi, l’indagine mette in luce un elemento chiave. Per quasi 1 paziente su 2 (48%) la principale difficoltà non riguarda la tecnologia, ma la preoccupazione per la malattia. Seguono i sintomi infiammatori (51%) e la necessità di recarsi frequentemente in ospedale (47%), ambiti nei quali la gestione viene valutata efficace e tempestiva dal 44% e comunque adeguata dal 49%.
“Il dato sull’impatto emotivo ci chiede di integrare sempre di più informazione, sostegno psicologico e accompagnamento nella pratica clinica quotidiana – conclude Pergolizzi – perché curare oggi significa prendersi carico della persona nella sua interezza, non solo della malattia”.
UNA GIORNATA PER RICORDARE COSA SIGNIFICA CURARE
Nella Giornata mondiale contro il cancro, i risultati dell’indagine AstraRicerche–AIRO ribadiscono un messaggio chiaro, in cui la qualità della cura nasce dall’equilibrio tra innovazione tecnologica, sicurezza clinica e attenzione all’esperienza vissuta dal paziente, prima, durante e dopo il trattamento.
Il tema scelto per il World Cancer Day 2026, “United by Unique”, mette al centro la persona, dove ogni paziente è unico, con la propria storia, le proprie paure e le proprie speranze. Un messaggio che AIRO condivide pienamente, sottolineando l’importanza di un approccio di cura personalizzato, che guardi non solo alla malattia ma anche alla qualità di vita del paziente.
Rita Tosi
Business&PR
Giornalista, Manager della Comunicazione e Pubbliche Relazioni
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