(AGENPARL) - Roma, 27 Gennaio 2026 - (AGENPARL) – Tue 27 January 2026 Roberti a Trieste “Antisemitismo dramma da contrastare”; Callari
a Gorizia e Monfalcone “Memoria ? impegno civile quotidiano”;
Zilli a Udine “Testimonianze del passato siano esempio per i
giovani”; Zannier a Spilimbergo “Simili tragedie non si
ripetano”; Amirante a Pordenone “Studenti parte attiva dei
progetti sulla memoria”.
Trieste, 27 gen – “Il 27 gennaio ? una data carica di
significati che va ricordata in un momento in cui pare che
l’antisemitismo sia tornato prepotentemente alla ribalta delle
cronache quotidiane. ? una piaga che dobbiamo continuare a
combattere. Ricordare quanto accaduto nel secolo scorso ci aiuta
a contrastare questo fenomeno drammatico. Questa ? per? anche la
giornata in cui si celebrano persone che rappresentano degli
esempi. Una di queste ? senz’altro Giovanni Palatucci”.
Il fitto calendario di iniziative per il Giorno della Memoria in
regione ha avuto avvio a Trieste, con la partecipazione
dell’assessore alle Autonomie locali Pierpaolo Roberti, alla Casa
circondariale in via del Coroneo dove ? stato celebrato Giovanni
Palatucci, l’ultimo questore reggente di Fiume che salv? migliaia
di ebrei dalla deportazione nazista e che trov? la morte il 10
febbraio 1945 nel campo di Dachau.
Dopo la deposizione della corona davanti alla lapide che,
all’interno del carcere, ricorda Giovanni Palatucci, le
manifestazioni per il Giorno della Memoria sono proseguite con
una marcia silenziosa organizzata dall’Associazione nazionale ex
deportati (Aned) fino alla Stazione Centrale per poi concludersi
come tradizione alla Risiera di San Sabba.
Nell’Isontino, l’assessore regionale al Patrimonio Sebastiano
Callari ha partecipato alle celebrazioni organizzate a Gorizia,
presso il monumento di piazzale Martiri della Libert?, e a
Monfalcone, all’interno del cimitero comunale dove sorge il cippo
in memoria dei deportati. In entrambe le occasioni, il
rappresentante dell’Esecutivo ha riflettuto come l’odio razziale
e le ideologie di stampo nazista rappresentino minacce ancora
attuali, citando i recenti e drammatici conflitti in Medio
Oriente. “Il dovere di ricordare deve tradursi in un impegno
civile quotidiano e non solo formale – ha aggiunto Callari – . La
Regione si pone l’obiettivo di costruire una barriera etica
contro l’antisemitismo e l’odio razziale, onorando un territorio
storicamente segnato da profonde sofferenze”.
Diversi gli appuntamenti in programma anche nel capoluogo
friulano. L’assessore regionale alle Finanze Barbara Zilli ?
intervenuta a Udine alla Santa Messa al tempio Ossario per
commemorare gli appartenenti alla Polizia italiana deportati nei
campi di sterminio nazisti e alla cerimonia in Prefettura per la
consegna delle Medaglie d’onore alla memoria degli internati
militari. “Quello di oggi – ha dichiarato Zilli – ? un gesto che
restituisce dignit?, volto e voce a uomini che, in uno dei
passaggi pi? drammatici della nostra storia, seppero compiere una
scelta difficile e coraggiosa”.
Zilli, ha poi colto l’occasione della presenza alla cerimonia
della Medaglia d’oro al valor militare Paola Del Din per
ricordare il dovere di “Accogliere le testimonianze vive e
dirette di chi come lei sa ancora scuotere le coscienze ed essere
d’esempio per i giovani, nei quali abbiamo grande fiducia poich?
dimostrano impegno e interesse nel conoscere la nostra storia pi?
recente”.
Zilli, assieme al Prefetto Domenico Lione e ai rappresentanti
delle Amministrazioni comunali, ha consegnato le medaglie ai
famigliari di otto militari internati dopo l’8 settembre 1943:
Antonelli Aquilio (Terzo d’Aquileia), Colugnati Francesco (Reana
del Rojale), Comuzzi Ermenegildo (Campoformido), Gollino Giuseppe
(Venzone), Marcon Silvio (Ronchis), Montemiglio Carlo (Buja),
Paravano Guido (Rivignano Teor), Zagar Andrea (San Leonardo).
Due gli appuntamenti nel Friuli occidentale. A Barbeano di
Spilimbergo l’assessore alle Risorse agroalimentari Stefano
Zannier ha partecipato alla posa delle pietre d’inciampo in via
Magredi e via delle Zuccole, agli ingressi delle abitazioni in
cui hanno vissuto Antonio Valentinis e Sante Codignotto,
partigiani deportati nei campi di concentramento tedeschi.
Nell’occasione Zannier ha voluto ricordare come “quello compiuto
oggi a Spilimbergo ? un gesto tanto semplice quanto importante, a
preservazione della memoria collettiva attorno quegli anni e alla
responsabilit? di trasmettere alle nuove generazioni la storia di
donne e uomini deportati nei campi di concentramento, affinch? il
loro sacrificio non venga mai dimenticato e simili tragedie non
si ripetano in futuro”.
A Pordenone, l’assessore alle Infrastrutture e territorio,
Cristina Amirante, ha partecipato alla cerimonia istituzionale
organizzata dal Comune davanti al monumento dei deportati in
piazza Maestri del Lavoro. Successivamente il corteo ha raggiunto
la sede dell’ex Provincia per la commemorazione e la deposizione
delle corone davanti alla targa in ricordo del Giorno della
Memoria. Le celebrazioni della giornata, presente anche una
rappresentanza degli studenti, hanno previsto anche la posa in
citt? di ulteriori cinque pietre d’inciampo davanti ad
altrettanti luoghi di residenza o lavoro di deportati nei campi
di sterminio.
“Il Giorno della Memoria – ha detto Amirante, a margine delle
celebrazioni – nasce per ricordare l’Olocausto del popolo
ebraico: uno sterminio pianificato, sistematico, industriale, che
rappresenta uno spartiacque nella storia dell’umanit?. Il
coinvolgimento dei ragazzi e degli studenti ? fondamentale e
rappresenta uno degli aspetti pi? importanti di questa giornata.
Da diversi anni, a Pordenone, i giovani non sono chiamati solo a
partecipare al momento ufficiale e celebrativo, ma sono parte
attiva di progetti e percorsi di ricerca e di riflessione
storica. Tra questi – ha ricordato l’assessore – il progetto
delle pietre d’inciampo assume un significato speciale: oggi in
citt? sono 29, 106 nel territorio provinciale, e fanno parte di
un grande Museo diffuso europeo, con oltre 80mila pietre, che
restituisce un nome, un volto e una storia a chi ? scomparso,
vittima dell’orrore della Shoah. ? anche attraverso questi
percorsi che la memoria diventa consapevolezza e responsabilit?
per il futuro”.
ARC/TOF-PAU-LIS-AL-S
271418 GEN 26
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