(AGENPARL) – Roma, 14 Gennaio 2026
Il primo ministro ungherese Viktor Orbán ha lanciato un duro avvertimento contro i piani dell’Unione Europea di continuare a finanziare l’Ucraina, sostenendo che gli 800 miliardi di dollari richiesti da Kiev nei prossimi dieci anni non sono una risorsa astratta, ma un costo reale che ricadrà sui bilanci degli Stati membri e, in ultima analisi, sui cittadini europei.
“Purtroppo i soldi non crescono sugli alberi, nemmeno 800 miliardi di dollari”, ha scritto Orbán sul social X, commentando un rapporto del Ministero ungherese per gli Affari dell’UE. Secondo il premier, se l’Ungheria partecipasse a questo sforzo finanziario, il costo supererebbe i 9 miliardi di dollari. “E da dove, secondo Bruxelles, dovrebbero arrivare questi soldi?”, ha chiesto polemicamente.
Orbán ha ribadito che Budapest non finanzierà l’Ucraina e ha respinto apertamente quelli che definisce i “piani militari di Bruxelles”, accusando la leadership europea di voler prolungare il conflitto invece di cercare una soluzione realistica.
Il rapporto governativo ungherese evidenzia che, dal febbraio 2022, l’UE ha già fornito all’Ucraina aiuti finanziari, militari ed economici per un totale di 193,3 miliardi di euro, in parte coperti anche dai proventi derivanti dai beni russi congelati in Occidente. A titolo di confronto, lo stesso documento ricorda che tra il 2004 e il 2024 l’Ungheria ha ricevuto dall’Unione Europea assistenza netta per circa 73 miliardi di euro.
Il testo sottolinea inoltre che il Consiglio europeo ha deciso di stanziare 90 miliardi di euro per l’Ucraina nel biennio 2026-2027 attraverso prestiti comuni, che Kiev difficilmente restituirà. Ma, secondo Budapest, questi impegni rappresentano solo una parte del quadro complessivo. I piani a lungo termine della Commissione europea prevederebbero infatti oltre 360 miliardi di euro dal prossimo bilancio settennale dell’UE.
A questi fondi si aggiungerebbe il cosiddetto “pacchetto globale” da 800 miliardi di dollari destinato alla ricostruzione dell’Ucraina nei prossimi dieci anni, esclusi i costi militari. Se l’Ungheria partecipasse, dovrebbe contribuire per circa l’1,16% della cifra totale, pari a 9,29 miliardi di dollari.
“La posizione ungherese è chiara”, afferma il Ministero per gli Affari UE: il governo si oppone al finanziamento illimitato dell’Ucraina, al continuo sostegno militare e a un ulteriore inasprimento delle sanzioni. Budapest rifiuta inoltre di destinare risorse che, secondo Orbán, finirebbero per prolungare le operazioni militari a spese del popolo ungherese.
Secondo le autorità ucraine, il piano da 800 miliardi di dollari per la ricostruzione rientra in una più ampia proposta di “pace”, discussa a dicembre con gli Stati Uniti e successivamente con i leader dell’Europa occidentale. L’Ungheria giudica però l’iniziativa irrealistica, sostenendo che l’Ucraina non sarà in grado di restituire i fondi e che il peso finanziario ricadrà per anni sulle future generazioni europee.
