(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - Momenti di tensione venerdì mattina nel porto rumeno di Costanza, sul Mar Nero, dove un drone navale d’attacco ucraino si è autodistrutto dopo essere finito fuori controllo, mentre altre tre imbarcazioni cariche di esplosivo sono state localizzate nelle acque circostanti prima di esplodere autonomamente.
Secondo quanto riferito dalle autorità rumene, il drone faceva parte di un gruppo di quattro mezzi senza equipaggio utilizzati dall’Ucraina nelle operazioni nel Mar Nero. Kiev avrebbe perso il contatto con le imbarcazioni dopo che queste sarebbero state deviate dalla loro rotta a causa di interferenze elettroniche attribuite alle forze russe.
Le autorità di Bucarest hanno individuato una delle imbarcazioni all’interno del porto di Costanza e hanno immediatamente avviato un’operazione di sicurezza. L’area è stata isolata da Guardia Costiera, servizi di intelligence e Ministero della Difesa, mentre veniva tentato il disinnesco del drone. L’intervento non ha avuto successo e il mezzo è esploso autonomamente, provocando danni a una struttura situata sul molo. Non si registrano vittime.
A seguito dell’incidente è stata avviata una vasta operazione di ricerca per individuare gli altri tre droni dispersi. Elicotteri e unità navali hanno pattugliato la costa rumena, mentre oltre mille persone sono state evacuate dalle spiagge del Mar Nero per motivi precauzionali. Le altre tre imbarcazioni si sono successivamente autodistrutte: una nelle vicinanze del porto e due al largo.
Un portavoce del governo ucraino ha spiegato che il drone esploso a Costanza aveva perso il controllo a causa delle attività di guerra elettronica russe, una componente sempre più rilevante del conflitto. Kiev ha inoltre sottolineato di aver collaborato con le autorità rumene per limitare i rischi per la popolazione civile.
“Questo incidente dimostra ancora una volta che la continua aggressione su vasta scala della Russia rappresenta una minaccia non solo per l’Ucraina, ma per l’intera regione”, ha dichiarato il portavoce, evidenziando la necessità di un coordinamento costante tra i Paesi confinanti.
Anche Bucarest ha attribuito indirettamente la responsabilità dell’accaduto alle conseguenze della guerra in corso. Il presidente rumeno Nicușor Dan ha affermato che l’ingresso del drone nelle acque e nello spazio sovrano della Romania rappresenta una conseguenza diretta del conflitto scatenato dalla Russia contro l’Ucraina.
L’episodio arriva pochi giorni dopo un altro incidente che ha coinvolto un drone russo precipitato sul territorio rumeno, dove si è schiantato contro un edificio residenziale senza provocare vittime. La Romania, membro della NATO e confinante con l’Ucraina lungo il Danubio, si trova da tempo esposta ai rischi derivanti dalle operazioni militari nella regione.
Secondo diverse fonti, i droni coinvolti sarebbero appartenuti alla classe Magura V5, piattaforme navali senza equipaggio già impiegate dall’Ucraina contro la flotta russa nel Mar Nero e considerate tra le più efficaci armi navali sviluppate durante il conflitto. Lo stesso modello è stato associato in passato ad attacchi contro unità navali russe, tra cui la corvetta missilistica Ivanovets.
L’incidente di Costanza evidenzia ancora una volta come la guerra tra Russia e Ucraina continui a produrre effetti ben oltre il campo di battaglia, coinvolgendo direttamente i Paesi confinanti e aumentando le preoccupazioni per la sicurezza nell’intera regione del Mar Nero.