(AGENPARL) - Roma, 5 Giugno 2026 - Le recenti rivolte che hanno interessato diverse città francesi sembrano aver rafforzato significativamente la posizione politica di Jordan Bardella. Secondo un sondaggio realizzato per il quotidiano Le Figaro tra il 31 maggio e il 2 giugno, il presidente del Rassemblement National (RN) ha raggiunto il più alto livello di popolarità della sua carriera, consolidando il proprio ruolo come figura centrale dell’opposizione francese.
L’indagine, condotta all’indomani dei disordini scoppiati dopo i festeggiamenti per la vittoria del Paris Saint-Germain nella finale di Champions League, attribuisce a Bardella un indice di gradimento del 47%, in crescita di sei punti percentuali rispetto al mese precedente. Si tratta del dato più elevato registrato tra tutti i potenziali candidati alle prossime elezioni presidenziali.
Il risultato sembra riflettere la crescente domanda di sicurezza e ordine pubblico da parte di una parte significativa dell’elettorato francese. Bardella ha infatti più volte sostenuto la necessità di adottare misure più severe contro le violenze urbane, collegando inoltre il fenomeno dei disordini alle politiche migratorie adottate negli ultimi anni.
Il leader trentenne del RN supera persino la storica figura di riferimento del partito, Marine Le Pen, che nello stesso sondaggio raccoglie il 40% delle opinioni favorevoli. Un dato che conferma la progressiva affermazione politica di Bardella, già protagonista della vittoria del Rassemblement National alle elezioni europee del 2024.
La questione della candidatura presidenziale del 2027 resta tuttavia aperta. Marine Le Pen è attualmente interessata da una condanna che le impedirebbe temporaneamente di candidarsi a cariche elettive, una decisione che è stata impugnata in appello. In questo scenario Bardella viene considerato il principale candidato alternativo del partito, anche se non è esclusa una formula politica che possa prevedere una collaborazione diretta tra i due leader.
Se il divieto dovesse essere confermato, sarebbe la prima volta dal 1981 che un membro della famiglia Le Pen non comparirebbe sulla scheda elettorale per le elezioni presidenziali francesi. Un’eventualità che potrebbe modificare profondamente le dinamiche politiche tradizionali del Paese.
Dietro Bardella, il sondaggio colloca l’ex primo ministro Edouard Philippe al 29%, seguito dall’ex ministro dell’Interno Bruno Retailleau al 24% e da Gérald Darmanin al 22%. Più distanti risultano Raphaël Glucksmann, con il 19%, Éric Zemmour con il 17% e Jean-Luc Mélenchon con il 16%.
Nonostante l’attuale vantaggio del Rassemblement National, il sistema elettorale francese a doppio turno rende ancora incerto qualsiasi pronostico. La capacità dei partiti tradizionali di coalizzarsi contro il candidato del RN potrebbe infatti rivelarsi decisiva, come già avvenuto in diverse consultazioni precedenti.
Tuttavia, l’ultimo sondaggio conferma una tendenza ormai consolidata: il Rassemblement National continua ad ampliare il proprio consenso e si presenta come uno dei principali protagonisti della corsa all’Eliseo, in un contesto politico segnato da crescenti preoccupazioni per la sicurezza, l’immigrazione e la stabilità sociale.
