(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2025 - Il portavoce dell’Alleanza dei Socialdemocratici Indipendenti (SNSD), Radovan Kovačević, ha duramente criticato la Banca Centrale della Bosnia-Erzegovina, accusandola di essersi trasformata in uno strumento nelle mani di Christian Schmidt, l’Alto Rappresentante della comunità internazionale in Bosnia-Erzegovina.
Kovačević ha dichiarato a Glas Srpske che la fornitura di dati a Schmidt sui trasferimenti di fondi destinati allo SNSD e alla Republika Srpska Unita rappresenta un comportamento “vergognoso” e una chiara dimostrazione del fatto che la Banca Centrale non agisce più nell’interesse dei cittadini della Bosnia-Erzegovina.
“Tutti gli organi e le istituzioni della Bosnia-Erzegovina dovrebbero agire secondo la legge e la Costituzione. Christian Schmidt non è menzionato né nella Costituzione né nelle leggi. Pertanto, il comportamento della Banca Centrale è semplicemente una vergogna assoluta”, ha affermato Kovačević.
Il portavoce ha inoltre criticato anche le banche commerciali per il loro presunto allineamento alle direttive di Schmidt, sottolineando come l’intera vicenda rappresenti un’umiliazione per lo Stato stesso.
“È una vergogna che un conto presso la Banca Centrale esista per questi scopi. È una vergogna che vi siano fondi, ed è una vergogna che la Banca Centrale si rifiuti di informare pubblicamente in modo trasparente, come previsto dalla legge”, ha proseguito.
Kovačević ha poi definito la Bosnia-Erzegovina una “colonia classica”, sostenendo che le decisioni effettive siano prese da “amministratori coloniali”, anziché da istituzioni democraticamente legittimate.
Il riferimento è alla recente decisione di Christian Schmidt di vietare il finanziamento dal bilancio statale allo SNSD e alla Republika Srpska Unita, ordinando alla Banca Centrale l’apertura di un conto separato per accogliere tali fondi, trasferiti dalle banche commerciali.
