(AGENPARL) - Roma, 7 Giugno 2026 - L’eventuale cessione a società estere di database contenenti dati personali, come nomi, cognomi e numeri di telefono, solleva interrogativi rilevanti sotto il profilo della tutela della privacy e della protezione dei dati.
Secondo informazioni circolate nelle ultime ore, database contenenti dati di persone fisiche sarebbero stati trasferiti o commercializzati a favore di società multinazionali operanti nei settori dei pagamenti elettronici, del transaction processing e della fornitura di servizi a consumatori, imprese, istituzioni finanziarie e pubbliche amministrazioni. Al momento, eventuali responsabilità e modalità di acquisizione dei dati dovranno essere accertate dalle autorità competenti.
La normativa europea sulla protezione dei dati personali, in particolare il Regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR), prevede che il trattamento e la comunicazione dei dati personali debbano avvenire nel rispetto di specifici principi di trasparenza, correttezza e liceità.
Tra gli aspetti centrali vi è il diritto degli interessati a essere informati. Chi raccoglie dati personali è tenuto a comunicare in modo chiaro le finalità del trattamento e, nei casi previsti dalla legge, i soggetti o le categorie di soggetti ai quali tali dati potranno essere comunicati.
Il Garante per la protezione dei dati personali ha più volte richiamato l’attenzione sul fatto che la cessione o la commercializzazione di banche dati per finalità di marketing o commerciali richiede una base giuridica adeguata e, quando necessario, il consenso libero, specifico, informato e inequivocabile degli interessati.
