Autore: Sabrina Panarello

Svolta diplomatica al vertice di San Pietroburgo. Il Presidente russo Vladimir Putin, ricevendo il Ministro degli Esteri iraniano Araghchi, ha chiesto ufficialmente di riferire la sua “gratitudine e i migliori auguri” a Mojtaba Khamenei, figlio della Guida Suprema. Il passaggio, confermato dall’agenzia TASS, segna l’investitura di fatto del Cremlino nei confronti dell’erede di Teheran. Putin ha promesso che Mosca farà “tutto il possibile” per garantire gli interessi iraniani, blindando l’asse strategico contro le pressioni di Washington. Araghchi ha replicato: “Il nostro partenariato proseguirà indipendentemente dalle circostanze esterne”. https://tass.com/politics/2123089

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Vertice Putin-Araghchi: Mosca si fa garante delle “linee rosse” di Teheran. Verso un nuovo regime legale per lo Stretto di Hormuz. L’incontro di oggi a San Pietroburgo tra il Presidente Vladimir Putin e il Ministro degli Esteri iraniano Abbas Araghchi ha segnato il passaggio dalla solidarietà diplomatica al coordinamento operativo. Oltre alle dichiarazioni di rito, il vertice ha affrontato i nodi cruciali del “Documento di Islamabad”, il dossier che l’Iran intende imporre come base per qualsiasi tregua con gli Stati Uniti. Secondo quanto appreso da fonti diplomatiche, Araghchi ha illustrato a Putin i dettagli del “nuovo regime legale” che Teheran…

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Il Ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, è arrivato a Mosca per incontrare il Presidente Vladimir Putin. La visita rientra nel quadro delle strette consultazioni tra Teheran e Mosca sugli sviluppi regionali e segue le tappe diplomatiche già effettuate in Pakistan e Oman. Il coordinamento con la Russia Araghchi ha dichiarato che l’incontro con Putin rappresenta un’importante opportunità per rivedere la situazione attuale e coordinare le posizioni tra i due Paesi. “Queste consultazioni sono di particolare importanza”, ha aggiunto il diplomatico, sottolineando la centralità dell’asse con Mosca sia in ottica di una risoluzione diplomatica sia per la gestione di un…

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L’offerta è sul tavolo della Situation Room, ma il prezzo richiesto da Teheran è un cappio al collo della strategia americana. Secondo il Times of Israel, l’Iran ha proposto a Donald Trump di riaprire immediatamente lo Stretto di Hormuz e fermare la guerra navale in cambio della fine del blocco USA. La condizione, però, è un aut-aut: posticipare a data da destinarsi i colloqui sul programma nucleare. Mentre il petrolio vola a 106 dollari, Teheran usa la crisi energetica per proteggere i suoi 440 kg di uranio arricchito al 60%, ormai a un passo tecnico dalla soglia militare. Ma la…

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La società di analisi marittima TankerTrackers riferisce che l’Iran ha caricato l’equivalente di 4,6 milioni di barili di petrolio nei terminali di esportazione del greggio. Ha riferito anche che altri 4 milioni di barili di petrolio iraniano sembrano aver esfiltrato il blocco degli Stati Uniti https://www.aljazeera.com/news/liveblog/2026/4/26/iran-war-live-tehran-rejects-talks-under-siege-trump-cancels-envoys-trip?update=4524656

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Abbas Araghchi prosegue verso Mosca per una missione già in calendario che oggi assume i contorni di una vera sfida esistenziale. Il segnale che arriva dalla Russia, però, non è solo diplomatico, ma suona come un pesante avvertimento militare: proprio nelle ore del volo di Araghchi, Alexey Pushkov, figura chiave del Consiglio della Federazione russa, ha ricordato al mondo che Teheran non è un bersaglio facile. Secondo Mosca, l’Iran si prepara a questo scontro da decenni, occultando le proprie infrastrutture missilistiche nel sottosuolo, in bunker virtualmente inattaccabili, e disponendo di un arsenale che conta decine di migliaia di droni e…

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L’Iran non aspetta i tempi di Washington. Mentre Donald Trump ostenta sicurezza e congela l’invio dei suoi mediatori in Pakistan, Abbas Araghchi prosegue senza esitazioni verso il Cremlino. Quella a Mosca non è una visita di cortesia dell’ultimo minuto, ma una missione già in calendario che oggi assume un peso specifico enorme: è la risposta di Teheran all’indifferenza tattica della Casa Bianca. Se il Pentagono stringe il cappio attorno a Hormuz, Araghchi cerca di blindare le proprie spalle parlando direttamente con Putin. Il segnale è chiaro: l’Iran ha già messo nero su bianco le proprie condizioni attraverso messaggi riservati affidati…

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Mentre il blocco navale USA stringe la morsa su Hormuz, Teheran gioca la carta della diplomazia europea. La telefonata Araghchi-Barrot cerca di trasformare la Francia nell’avvocato della “causa iraniana” in Occidente. Non è un caso che Abbas Araghchi abbia scelto Islamabad per alzare la cornetta e chiamare Jean-Noel Barrot. Mentre il Direttore del CENTCOM osserva i movimenti delle portaerei, il Ministro degli Esteri iraniano cerca di aprire una falla nel fronte occidentale, puntando sull’Eliseo. La “furbata” è evidente: vendere alla Francia l’idea che esista una via d’uscita diplomatica mediata dal Pakistan, proprio mentre Washington chiede la “resa nucleare”. Araghchi sa…

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Mentre il blocco dello Stretto di Hormuz mette in ginocchio l’economia agricola globale e i Paesi in via di sviluppo, i due attori principali al tavolo dei negoziati, Stati Uniti e Iran, restano in una posizione di relativa sicurezza. Secondo Mark Kimmitt, ex assistente segretario di Stato USA, la mancanza di una pressione diretta sui due “pesi massimi” è il vero ostacolo a una risoluzione rapida. I fattori dell’immobilismo: • Autosufficienza: Gli Stati Uniti, grazie alla propria produzione di idrocarburi, sono ampiamente protetti dagli shock petroliferi derivanti dal blocco. • Resilienza iraniana: Teheran, abituata a decenni di isolamento e sanzioni,…

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A Pyongyang il Ministro della Difesa russo Andrey Belousov ha incontrato il leader della Corea del Nord Kim Jong Un, sancendo un passaggio che definisce le relazioni tra i due Paesi a un livello “senza precedenti”. Al centro dei colloqui, la volontà di stabilizzare la cooperazione militare su una base strutturale e di lungo periodo. L’accordo principale riguarda la definizione di un piano di cooperazione militare per il quinquennio 2027-2031, che sarà firmato ufficialmente entro la fine dell’anno corrente. La missione di Belousov punta a trasformare l’attuale intesa in un asset sostenibile e duraturo, sottraendolo alla logica dell’emergenza. I punti…

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