HORMUZ, BARBERA (PRC): “CROSETTO GIOCA COL FUOCO. DAL GOVERNO MELONI UN’ALTRA PROVOCAZIONE BELLICISTA CHE PAGHERANNO LE FAMIGLIE ITALIANE””Le parole del Ministro Crosetto sullo Stretto di Hormuz, rilasciate durante una trasmissione televisiva, non sono un’analisi diplomatica, ma un vero e proprio bollettino di guerra che trascina l’Italia in un vicolo cieco pericolosissimo. Mentre le famiglie italiane lottano contro l’inflazione e un costo della vita insostenibile, questo Esecutivo continua a travestirsi da sceriffo del mondo, cercando di infilarsi in ogni focolaio di tensione globale con una leggerezza che spaventa.” Lo dichiara in una nota Giovanni Barbera, della Direzione Nazionale di Rifondazione Comunista”È del tutto…
Autore: Sabrina Panarello
Mentre prosegue l’esfiltrazione dei vertici iraniani verso il confine con il Turkmenistan, la tensione militare ha raggiunto il punto di rottura. Pochi minuti fa, il bombardiere strategico americano B-1B Lancer, che sorvolava la Giordania orientale attirando l’attenzione di migliaia di osservatori internazionali, ha spento i transponder scomparendo dai sistemi di tracciamento civile. Il passaggio alla modalità “invisibile” proprio al confine con lo spazio aereo iracheno segna l’inizio della fase operativa della missione. Questa mossa suggerisce un’imminente attività di intercettazione o di attacco, coordinata con i movimenti registrati nelle scorse ore nel quadrante di Mashhad. Il “martello” statunitense è ora in…
Mentre prosegue l’incertezza sulle sorti dei vertici apicali di Teheran dopo i recenti raid, i dati di monitoraggio aereo provenienti da fonti OSINT (Open Source Intelligence) evidenziano movimenti coordinati nel quadrante nord-orientale del Paese. I rilevamenti transponder indicano che alcuni velivoli della flotta di Stato iraniana, tra cui un jet in configurazione medica, hanno effettuato un trasferimento d’urgenza verso Mashhad nelle prime ore del pomeriggio interrompendo le comunicazioni radio subito dopo l’atterraggio. Contemporaneamente le tracce elettroniche segnalano l’attività di un vettore pesante russo nell’area di confine del Turkmenistan, ripartito nelle ultime ore con rotta nord-ovest sorvolando il bacino del Caspio.…
Resta un fitto mistero sulla sorte di Ali Larijani, Segretario del Consiglio di Sicurezza Nazionale iraniano. Mentre il Ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ne ha rivendicato ufficialmente l’uccisione in un raid notturno su Teheran, l’Iran ha replicato pubblicando un messaggio autografo dell’uomo forte del regime, senza tuttavia fornire prove video della sua incolumità. In questo clima di incertezza, si rincorrono indiscrezioni non confermate su un possibile trasferimento di Larijani verso il Nord-Est del Paese. Secondo fonti vicine agli osservatori della sicurezza nell’area, il corridoio umanitario aperto dal Turkmenistan per l’evacuazione degli stranieri nell’area di Mashhad potrebbe rappresentare una via…
Il Presidente USA Donald Trump, in un’intervista al Financial Times e ai giornalisti a bordo dell’Air Force One, ha vincolato il futuro della NATO al supporto militare nello Stretto di Hormuz. “Se gli alleati non aiuteranno a riaprire lo Stretto, le conseguenze per l’Alleanza saranno gravissime”, ha dichiarato Trump, sottolineando che l’Europa, principale beneficiaria del petrolio del Golfo, deve ora condividere l’onere della sicurezza marittima e non può più contare su una “strada a senso unico”. Alle minacce di Trump è seguito il gelo coordinato dei partner. Il Cancelliere tedesco Friedrich Merz ha respinto l’ultimatum dichiarando che la NATO è…
– “Nessuna nazione potrà utilizzare lo Stretto di Hormuz per colpire l’Iran”. Con queste parole il portavoce del Ministero degli Esteri di Teheran, Esmail Baghaei, ha ufficializzato il blocco selettivo della via d’acqua strategica. L’accesso sarà garantito esclusivamente ai Paesi non ostili. La mossa, che segue i raid alle infrastrutture energetiche, punta a neutralizzare il supporto logistico agli alleati di Israele e USA, elevando al massimo il rischio di escalation per i mercati petroliferi e la sicurezza internazionale https://www.aljazeera.com/where/iran
Il comando della missione UNIFIL ha rilasciato una nota ufficiale a seguito del coinvolgimento della base italiana di Shama negli scontri nel sud del Libano. Nella dichiarazione, i vertici dei Caschi Blu ricordano a tutte le parti in causa “gli obblighi di garantire la sicurezza del personale e delle proprietà delle Nazioni Unite”. “Qualsiasi attacco deliberato o derivante da negligenza contro i peacekeeper – si legge nel comunicato – costituisce una grave violazione del diritto internazionale e della Risoluzione 1701. Tali atti possono configurarsi come crimini di guerra”. Intanto, fonti diplomatiche confermano che la Francia ha richiesto una riunione d’urgenza…
“Seguo con estrema apprensione quanto accaduto oggi a Shama. La sicurezza del nostro contingente impegnato nella missione UNIFIL è la priorità assoluta per il Governo italiano. Ribadiamo con fermezza che l’integrità del personale delle Nazioni Unite deve essere garantita in ogni momento da tutte le parti coinvolte. Stiamo lavorando senza sosta a livello diplomatico per favorire la de-escalation, consapevoli che gesti avventati, come un coinvolgimento nello Stretto di Hormuz, rappresenterebbero un passo pericoloso verso un’estensione del conflitto che l’Italia vuole assolutamente evitare.”
Tensione nel sud del Libano: nel tardo pomeriggio di oggi, alcuni detriti di razzi intercettati dalla difesa israeliana sono caduti sulla base UNIFIL di Shama, sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana (Brigata Sassari). Il Ministero della Difesa comunica che non si registrano feriti gravi. Un militare italiano è stato assistito dal personale sanitario per un dolore a un occhio causato dai frammenti, ma le sue condizioni non preoccupano. Il Ministro Guido Crosetto resta in contatto costante con il Comando Operativo di Vertice Interforze (COVI) per monitorare la sicurezza del personale, mentre Israele ha ufficializzato l’avvio di operazioni…