Autore: Sabrina Panarello

Non solo sicurezza, ma una vera e propria “amministrazione controllata” globale. Il Presidente degli Stati Uniti, Donald Trump, ha rotto gli indugi definendo il controllo dello Stretto di Hormuz una “priorità assoluta” e prefigurando un cambio di paradigma senza precedenti nel diritto marittimo: l’introduzione di un sistema di pedaggi (tolls) per tutte le navi in transito. “Siamo i vincitori. Abbiamo vinto”, ha dichiarato Trump alla Casa Bianca, suggerendo che il controllo della rotta energetica più calda del mondo passi ora sotto la gestione diretta statunitense. Il piano, definito come un “concept” operativo, prevede che gli USA incassino i proventi del…

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Una clamorosa svolta geopolitica isola ulteriormente Teheran nel pieno della crisi dello Stretto di Hormuz. Secondo i rapporti del National Intelligence Service (NIS) di Seoul, rilanciati nelle ultime ore da fonti internazionali, la Corea del Nord ha drasticamente interrotto l’invio di forniture militari e assistenza tecnica all’Iran dall’inizio del conflitto a fine febbraio. Il leader nordcoreano Kim Jong Un starebbe tenendo l’alleato storico a “distanza di sicurezza” (at arm’s length) per non compromettere un possibile canale di dialogo diretto con l’amministrazione Trump. A conferma del gelo diplomatico, Pyongyang non ha inviato condoglianze ufficiali per la morte di Ali Khamenei, né…

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Non solo intelligence interna. Il violento raid scattato nella notte su Teheran ha avuto come obiettivo primario lo smantellamento della Unit 840, la cellula clandestina della Forza Quds responsabile della pianificazione di omicidi e rapimenti di cittadini israeliani e dissidenti in tutto il mondo. Secondo fonti della Difesa israeliana (IDF), l’operazione ha mirato a colpire i vertici operativi che coordinano le “operazioni sporche” fuori dai confini iraniani. Tra i nomi seguiti con massima attenzione dagli analisti emerge quello di Yazdan Mir (alias Sardar Bagheri), indicato come l’attuale mente operativa dell’Unità 840. Mir è considerato dal Mossad l’erede delle missioni di…

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Colpo letale al cuore della sicurezza di Teheran. L’IDF ha confermato l’eliminazione di Majid Khademi, capo dell’Intelligence dei Guardiani della Rivoluzione (IRGC), durante un raid mirato nella capitale iraniana. L’operazione, confermata dal Ministro della Difesa Israel Katz, arriva in un momento di estrema tensione, polverizzando le speranze legate al “memorandum elettronico” mediato dal Pakistan. Khademi era considerato la mente operativa dietro le recenti minacce contro obiettivi israeliani e occidentali. https://www.timesofisrael.com/liveblog-april-6-2026

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Le trattative per disinnescare l’escalation tra Stati Uniti e Iran si spostano sul piano della diplomazia digitale, ma restano appese a un filo sottilissimo. Secondo quanto riportato dal Jerusalem Post, che cita indiscrezioni di Axios, i mediatori pakistani starebbero lavorando alla finalizzazione di un “memorandum elettronico” criptato. Questa procedura d’urgenza servirebbe a superare l’assenza di rapporti diplomatici diretti tra Washington e Teheran, permettendo uno scambio formale di impegni senza la necessità di un incontro fisico, impossibile da organizzare prima della scadenza dell’ultimatum di Donald Trump fissata per domani sera. Tuttavia, l’ottimismo della mattinata viene frenato da una profonda diffidenza. Fonti…

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Mentre la diplomazia internazionale è concentrata sulla crisi in Iran, il Cremlino lancia un monito durissimo all’Unione Europea sulle conseguenze delle scelte energetiche di Bruxelles. Kirill Dmitriev, inviato speciale del Presidente russo per gli investimenti e la cooperazione economica, ha dichiarato che l’abbandono delle forniture russe segnerà l’inizio di “tempi estremamente duri” per l’Europa. Secondo Dmitriev, che ricopre anche il ruolo di direttore generale del Fondo Russo per gli Investimenti Diretti (RDIF), le decisioni dell’UE sono dettate da un’ideologia “stupida” che sta portando il continente verso l’autodistruzione economica. “Un tsunami dei prezzi di petrolio e gas sta per devastare l’Europa”,…

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Svolta diplomatica decisiva nella crisi in Medio Oriente a poche ore dalla scadenza dell’ultimatum di Donald Trump. Secondo quanto riferito da fonti qualificate all’agenzia Reuters, l’Iran e gli Stati Uniti hanno ricevuto nelle ultime ore un piano dettagliato per porre fine alle ostilità che potrebbe entrare in vigore già nella giornata di oggi, lunedì 6 aprile. I PUNTI CHIAVE DELL’ACCORDO Il piano, denominato “Islamabad Accord”, è stato mediato dal Pakistan e prevede una strategia a due fasi per disinnescare l’escalation militare: 1. Fase 1: Cessate il fuoco immediato. L’accordo prevede lo stop alle operazioni belliche e la riapertura dello Stretto…

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Mentre i movimenti militari tradizionali tentano di mantenere la stabilità nel Golfo Persico, un’insidia invisibile si allunga sugli equilibri mediorientali. Handala, il gruppo che utilizza l’iconografia del bambino della resistenza palestinese, firma oggi il sabotaggio tecnologico più sofisticato del quadrante. Le analisi dei servizi segreti occidentali descrivono un’organizzazione che va ben oltre il semplice attivismo spontaneo. Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha recentemente identificato il gruppo come un braccio operativo del Ministero dell’Intelligence iraniano (MOIS), classificandolo ufficialmente con i nomi in codice Void Manticore e Storm-0842. In un documento ufficiale che ha segnato il sequestro di numerosi loro…

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Mentre scatta il conto alla rovescia per l’ultimatum di Donald Trump all’Iran, l’Europa arriva alla vigilia del lunedì nero profondamente divisa e sull’orlo di una paralisi dei trasporti. La giornata di oggi è stata dominata dalla durissima reazione dell’industria petrolifera alla proposta di Italia, Germania, Spagna, Portogallo e Austria di introdurre una tassa sugli extra-profitti a livello UE. Con il greggio che fluttua pericolosamente intorno ai 120 dollari al barile, l’UNEM e le principali sigle del settore hanno definito incosciente la mossa dei cinque governi, avvertendo che nuove tasse in piena emergenza scorte potrebbero compromettere la logistica dei carburanti proprio…

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Domenica di alta tensione nelle principali città europee, dove migliaia di manifestanti si sono radunati per protestare contro l’escalation militare in Medio Oriente e l’insostenibile aumento dei prezzi energetici. A Parigi, il movimento “No Tyrants / No War” ha sfilato da Place de la République, unendosi idealmente alla mobilitazione globale “Hands Off!” organizzata dai movimenti civili internazionali contro le politiche belliciste della seconda amministrazione Trump. La polizia francese ha segnalato scontri sporadici quando alcuni gruppi hanno tentato di deviare il percorso verso l’ambasciata americana, al grido di “Pane, non bombe”. Ad Amsterdam e Rotterdam, il rischio è stato classificato come…

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