CATANZARO Secondo Gratteri, dunque “c’è ancora tanto da fare, perché vecchie gestioni, gestioni padronali, gestioni con mentalità feudali ancora resistono e sono forti in Calabria. E’ nostro compito spiegare che quella filosofia di vita, di gestione della cosa pubblica non conviene più”. Con riferimento alla legge sullo scioglimento dei Comuni, per Gratteri “bisognerebbe mettere commissari a tempo pieno 24 ore su 24 in quel Comune in modo che la gente non abbia nostalgia dell’ex sindaco colluso o mafioso”. (News&Com)
Autore: Redazione Calabria
CATANZARO Rivolgendosi ai giornalisti, Gratteri ha poi osservato: “Non so se vi siete accorti che oggi gli invitati oggi erano 30, ma manca un terzo dei sindaci. Chiedete agli assenti se hanno avuto una colica renale, un incidente con la macchina, o si doveva sposare la figlia. Questo è gravissimo, vuole dire che non voglio andare, perché non stimo, non mi sento rappresentato. Poi non facciamo le vittime. Penso che nessuno dei sindaci, quantomeno del Distretto di Catanzaro, quindi tre quarti della Calabria, può dire di aver bussato e di non essere ascoltato. Al tavolo oggi ci sono tra i…
CATANZARO “Quindici Comuni sciolti per mafia, dal mio punto di vista, considerato che in Calabria siamo due milioni di abitanti, è un numero spaventoso. Questo vuol dire che la situazione è veramente grave e allarmante”. Lo ha detto il procuratore capo della Dda di Catanzaro, Nicola Gratteri, parlando con i giornalisti a margine di un vertice in Prefettura sul tema delle intimidazioni agli amministratori locali e dello scioglimento dei Comuni per infiltrazioni mafiose. «Dobbiamo stare attenti – ha esordito Gratteri – a non generalizzare. Gli atti intimidatori possono avvenire per due motivi: o perché si è davvero contro la ‘ndrangheta…
VIBO VALENTIA Perfezionata la compravendita e pagata la prima parte, gli ex proprietari avrebbero però iniziato ad avanzare in maniera sempre più minatoria e perentoria le richieste di consegna del denaro, fino ad arrivare a rivolgersi addirittura a persone vicine ad Antonio Mancuso, così che potessero incassare quanto pattuito. Le richieste si sarebbe fatte sempre più pressanti fino a quando all’imprenditore non sarebbe stato comunicato che Antonio Mancuso aveva rilevato lui il credito e che i soldi avrebbero dovuti essere dunque corrisposti proprio a quest’ultimo. (News&Com)
VIBO VALENTIA L’operazione ‘Maqlub’ (in arabo ‘ribaltamento’) è nato dai presunti atti vessatori subiti e poi denunciati da Carmine Zappia, gestore di un tabacchino in via Foschea a Nicotera, vittima di una fitta rete di usura ed estorsioni messa in atto dal potente clan Mancuso. L’incubo dell’imprenditore sarebbe iniziato nel lontano maggio del 2011: l’uomo acquistò un immobile, composto da due piani fuori terra a Nicotera, per la cifra di 400mila euro. Metà dell’importo venne consegnato immediatamente mentre per la restante quota si stabilì che venisse erogata periodicamente, senza fissare dei termini temporali e quantitativi. (News&Com)
VIBO VALENTIA Il Tribunale collegiale di Vibo Valentia, presieduto da Tiziana Macrì, con i giudici Emilia Conforti e Francesca Loffredo, hanno condannato Antonio Mancuso alla pena di 10 anni e 6 mesi di reclusione (oltre al pagamento di 4mila euro di spese processuali). Sono stati invece assolti per non aver commesso il fatto gli altri due imputati, Andrea Campisi (cl. ’82) e Francesco D’Ambrosio (cl. 80). Antonio Mancuso, nato a Limbadi ma residente a Nicotera, è stato anche condannato al risarcimento del danno cagionato alle parti civili ovvero Carmine Zappia, Giulia e Antonio Zappia, oltre alla Provincia di Vibo Valentia…
VIBO VALENTIA Si conclude con una condanna e due assoluzioni il primo atto del processo nato dall’inchiesta ‘Maqlub’, l’operazione coordinata dalla Dda di Catanzaro con la quale vennero arrestati il 18 luglio 2019 gli aguzzini di una serie di imprenditori del Vibonese, tra cui il tabaccaio Carmine Zappia. Tra i fermati anche l’anziano boss della ‘ndrangheta vibonese, Antonio Mancuso (cl. ’38). (News&Com)
COSENZA “Gli indagati adoperavano un meccanismo idoneo ad eludere le regole dei bandi: sono state segnalate una serie di procedure per l’affidamento di servizi tecnici, come ad esempio i lavori di consolidamento dei versanti in località San Giovanni nel comune di Aieta ed un incarico per la verifica tecnica del rispetto delle norme sismiche di un istituto tecnico di un comune in provincia di Cosenza”. Questo quanto afferma, il capitano Andrea Massari – Comandante della Compagnia di Scalea. Gli investigatori hanno riscontrato “una serie di condotte collusive poste in essere del responsabile dell’ufficio tecnico di Belvedere Marittimo con la complicità…
COSENZA Il maggiore Giuseppe Sacco, Comandante del Nucleo Investigativo di Cosenza, si è soffermato sull’indagine “avviata nel giugno nel 2020, con un’intensa attività di perquisizione. E’ emersa la sussistenza di un cartello formato da liberi professionisti che mirava ad eludere le norme sulla libera concorrenza e sulla trasparenza degli appalti”. “Si è posta la lente di ingrandimento – continua Sacco – su sei appalti indetti da diversi comuni dell’Alto tirreno cosentino e anche di un Ente della provincia di Potenza, per un volume d’affari di circa 300mila euro”. “Ogni gruppo – chiosa – partecipava alle gare d’appalto e poi divideva…
COSENZA Nel corso della conferenza stampa (online), il procuratore di Paola Pierpaolo Bruni ha fornito ulteriori dettagli sull’inchiesta odierna. “Si tratta del proseguo dell’indagine che aveva portato ad una serie di perquisizioni nei confronti di un gruppo di soggetti che si spartirebbero gli appalti. Il gip ha riconosciuto l’esistenza dell’associazione”. La procura di Paola aveva richiesto le misure cautelari anche nei confronti di alcuni imprenditori e pubblici amministratori, ma “il gip ha ritenuto non vi fossero le esigenze cautelari». Per quanto riguarda la possibile esistenza di una loggia massonica, secondo Bruni «non ci sono elementi per avanzare richieste cautelari in…