(AGENPARL) - Roma, 3 Settembre 2026 - Il primo ministro spagnolo, Pedro Sánchez, è intervenuto in una sessione plenaria al Congreso de los Diputados per fare chiarezza sulla gravissima crisi migratoria che ha colpito l’exclave tra il 30 e il 31 luglio, con l’ingresso di circa 60 mila persone. Nel mirino del premier ci sono la gestione dei confini, il ruolo di Bruxelles e la totale assenza di prove che coinvolgano Rabat.
La gestione dei flussi richiede da tempo una forte cooperazione sviluppo tra i Paesi dell’area euro-mediterranea. “La Commissione europea non ha dato l’esempio di solidarietà che credo tutti gli spagnoli si aspettavano in quei giorni”, ha tuonato Sánchez, ricordando che il principio di solidarietà comunitaria dovrebbe valere equamente per “Lampedusa, Groenlandia, Isole Canarie e la città autonoma di Ceuta”.
Nessuna allerta preventiva e smentita su Frontex
Il capo del governo ha respinto con fermezza le ricostruzioni circolate su presunti avvisi ignorati, chiarendo che né l’Agenzia europea né i servizi d’intelligence nazionali avevano anticipato una simile catastrofe. Per affrontare queste sfide future, la cooperazione sviluppo istituzionale resta l’unico strumento valido per evitare cortocircuiti informativi.
“Posso assicurarvi che nessun rapporto andava oltre la descrizione dei dati, dell’avviso di routine e che nessuno ha previsto né la scala né la probabilità di quanto alla fine si è prodotto”, ha dichiarato, smontando la disinformazione legata a un presunto report di Frontex emesso con un mese di anticipo.
Sullo sfondo delle tensioni, l’esecutivo esclude per ora il coinvolgimento diretto di Stati esteri. L’ipotesi, confermata dai servizi segreti, è al momento scartata, sebbene sia emerso lo sfruttamento della crisi da parte di reti di traffico e mafie locali, oltre a una campagna di disinformazione online alimentata anche da ecosistemi digitali russi, filo-israeliani e dall’estrema destra internazionale.
Le contromosse di Madrid e la richiesta dello status RUP
Nonostante le critiche all’Unione, la risposta di Madrid passa proprio per Bruxelles attraverso canali di dialogo e di cooperazione sviluppo mirati. Sánchez ha annunciato che formalizzerà la richiesta per riconoscere a Ceuta lo status di regione ultraperiferica (RUP), così da garantire vantaggi giuridici ed economici strutturali.
Nel frattempo, la Commissione europea ha confermato di valutare con priorità le richieste spagnole di finanziamenti d’emergenza e l’invio di supporto tramite Frontex. Sul fronte interno, il governo assicura un’accelerazione dei rimpatri e dei trasferimenti nel pieno rispetto della legalità, escludendo espulsioni sommarie e confermando che i rapporti con il Marocco, pur da ridefinire, resteranno improntati alla cooperazione e al vicinato.
