(AGENPARL) - Roma, 2 Settembre 2026 - "La riorganizzazione dei servizi di radiologia notturna degli ospedali di Martina Franca e Manduria mette a rischio la sicurezza dei cittadini e il diritto a una diagnosi tempestiva. Serve ripristinare subito l'attività. La nuova disposizione organizzativa, infatti — scaturita dalla riunione del 31 agosto scorso — prevede che, in assenza del radiologo di turno a Martina Franca o Manduria, i pazienti con necessità di TAC urgente con mezzo di contrasto vengano trasferiti all'ospedale di Castellaneta, o al SS. Annunziata di Taranto per patologie tempo-dipendenti come ictus o infarto. Una scelta inaccettabile, che scarica sui pazienti le carenze di organico e che presenta gravi profili di rischio clinico e organizzativo.
Solo a Martina Franca parliamo di una media di circa tre pazienti a notte che necessitano di TAC con contrasto: non si tratta di casi occasionali, ma di un flusso costante che rischia di paralizzare la rete dei soccorsi e di allungare i tempi d'intervento. I tempi di percorrenza tra i presidi oscillano tra l'ora e l'ora e mezza di viaggio, complicati da una viabilità territoriale già complessa. Serve sapere con quali mezzi ed equipaggi saranno impiegati, come si gestiranno eventuali trasferimenti simultanei e se sia stata effettuata una valutazione preventiva del rischio per i pazienti instabili.
Riguardo, inoltre, all'uso della teleradiologia per ovviare alle distanze geografiche, la notevole distanza tra le strutture provoca un inequivocabile ritardo nella diagnosi e nella decisione terapeutica. La teleradiologia, in questi contesti, toglie al paziente chance cure tempestive e diventa pericolosa: le scelte d'urgenza di un medico non possono essere compresse in un percorso diagnostico-assistenziale che ignori la realtà della pratica clinica sul campo.
