
(AGENPARL) - Roma, 30 Agosto 2026 - Le faglie attive della regione del Kinki, nel Giappone occidentale, e delle aree circostanti potrebbero generare un terremoto di magnitudo 6,8 o superiore con una probabilità complessiva stimata tra il 50 e il 60% nei prossimi 30 anni. È quanto emerge dalla valutazione a lungo termine resa nota venerdì da un comitato governativo giapponese.
L’analisi prende in considerazione 45 faglie attive distribuite nel Kinki e nei territori limitrofi. Il rischio, tuttavia, non è uniforme e cambia sensibilmente a seconda dell’area considerata.
Nella parte nord-occidentale della regione la probabilità di un forte terremoto è stimata intorno al 30%, mentre nella zona centrale, conosciuta come Triangolo del Kinki, sale al 40-60%. Più contenuta la stima relativa alla penisola di Kii, dove la probabilità indicata è del 7%.
Una delle aree sismicamente più esposte del Giappone
Il Kinki comprende importanti centri urbani del Giappone occidentale e presenta una notevole concentrazione di faglie attive. Secondo la ricostruzione riportata nella valutazione, questa caratteristica geologica è legata soprattutto ai processi che accompagnarono l’espansione del Mar del Giappone durante la formazione dell’arcipelago giapponese.
Il livello di probabilità attribuito a un forte terremoto nella regione viene considerato elevato quanto quello del Kanto, l’area orientale del Paese che comprende anche Tokyo.
Le percentuali diffuse non rappresentano una previsione della data di un terremoto, ma una valutazione probabilistica su un arco temporale di trent’anni. Non indicano quindi che un sisma sia imminente né consentono di stabilire quando potrebbe verificarsi.
Prosegue la mappatura delle faglie attive
Il comitato governativo ha già pubblicato valutazioni a lungo termine relative a 114 principali faglie attive presenti in tutto il Giappone, oltre ad analisi regionali dedicate al Kyushu sud-occidentale, al Kanto orientale, al Chugoku e allo Shikoku occidentale.
Il lavoro di aggiornamento del rischio sismico nazionale proseguirà con le valutazioni riguardanti il Chubu centrale, il Tohoku nord-orientale e l’Hokkaido settentrionale, che saranno pubblicate successivamente.
In un Paese nel quale la preparazione ai terremoti rappresenta una componente fondamentale della protezione civile, la nuova valutazione sul Kinki richiama l’attenzione sulla necessità di mantenere aggiornati i sistemi di prevenzione, le infrastrutture e i piani di emergenza nelle aree maggiormente esposte.