(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 - «Per ballare un tango ce ne vogliono due». La dichiarazione rilasciata oggi dal portavoce del Cremlino, Dmitri Peskov, a margine del Forum economico di San Pietroburgo, sintetizza lo stallo diplomatico tra Mosca e Washington. La metafora, utilizzata dal rappresentante russo per descrivere le mancate relazioni con gli Stati Uniti, segna il distacco tra le aspettative del Cremlino e la posizione dell’amministrazione Trump.
Washington continua a subordinare ogni progresso nei rapporti bilaterali — in campo economico, negli investimenti e nella cultura — alla risoluzione del conflitto in Ucraina. Peskov ha definito tale approccio non adeguato, dichiarando che la Russia resta in attesa di un segnale di reciprocità da parte statunitense, pur ribadendo di non avere fretta.
Il processo negoziale tra Russia e Ucraina, mediato dagli USA, appare tuttavia in una fase di paralisi. L’ultimo ciclo di consultazioni, tenutosi a Ginevra lo scorso febbraio, non ha prodotto sviluppi significativi. Attualmente, le priorità dell’agenda diplomatica statunitense sono assorbite dalla gestione della crisi in Medio Oriente, in particolare dalle crescenti tensioni belliche che coinvolgono l’Iran, fattore che sta rallentando l’impegno dei mediatori internazionali anche sul fronte ucraino.
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