(AGENPARL) - Roma, 24 Febbraio 2026 - (AGENPARL) – Tue 24 February 2026 **Affitti brevi e cambio destinazione d’uso, Marras e Boni rispondono ad
interrogazione di FdI**
/Scritto da Federico TavernitiPamela Pucci, martedì 24 febbraio 2026 alle
18:28/
La Regione è al lavoro per predisporre una proposta di legge che modifichi
e in parte dettagli quanto è previsto dal Testo Unico in materia di
turismo riguardo all’obbligo delle strutture esistenti (che scatterà dal
prossimo 1 luglio 2026) di mutare la destinazione d’uso da residenziale a
turistico ricettivo. Così gli assessori a economia, turismo e agricoltura
Leonardo Marras e a infrastrutture e trasporti Filippo Boni, in risposta
all’interrogazione presentata dal Gruppo di Fratelli d’Italia in merito
all’articolo 41 comma 3 della legge regionale 61 del 2024.
Nella risposta gli assessori fanno anzitutto chiarezza rispetto al fatto
che “la Corte costituzionale, con la sentenza n.186/2025, ha confermato
in pieno la legittimità della scelta operata dal legislatore regionale”,
sottolineando che “la norma regionale è stata approvata nell’ottica di
disciplinare meglio il settore, con una più coerente e ordinata
regolamentazione, che passa anche dal rispetto della corretta destinazione
d’uso, in linea con l’effettivo utilizzo dell’immobile”. L’art. 41 del TU
prevede l’obbligo di esercitare l’attività imprenditoriale di
affittacamere, B&B, case vacanze e residenze d’epoca esclusivamente in
immobili con destinazione d’uso turistico-ricettiva. Su questo la Corte
Costituzionale ha sottolineato la coerenza della norma con la gestione
esclusivamente imprenditoriale di tali strutture.
“In realtà le criticità evidenziate nell’interrogazione – aggiungono
gli assessori – riguardano in particolare la fase transitoria prevista dal
Testo unico, al termine della quale le strutture extra-alberghiere
esistenti dovranno risultare adeguate alla destinazione urbanistica dettata
dalla legge regionale”. Sempre secondo gli assessori, “La norma non
altera equilibri e carichi urbanistici, poiché riguarda immobili già
destinati e registrati come strutture turistico-ricettive; l’adempimento
consente semplicemente di allineare la situazione di fatto a quella di
diritto. Inoltre, l’eventuale divieto previsto dai Piani operativi comunali
per nuove strutture non viene eluso, poiché si tratta di attività già
insediate prima dell’introduzione di tali limitazioni”.
Sostanzialmente, come affermano gli assessori, “la Regione è consapevole
delle preoccupazioni espresse da Comuni e operatori, e per questo motivo
stiamo lavorando per predisporre una proposta di legge che integri e
dettagli ulteriormente la norma transitoria del Testo Unico. In particolare
sarà prevista una proroga dei termini per consentire alle amministrazioni
comunali e alle strutture di adempiere con maggiore serenità; sarà
chiarito che, per le attività già esercizio al momento di entrata in
vigore della legge, il mutamento di destinazione d’uso avverrà con
modalità tali da escludere la necessità di varianti urbanistiche
comunali; sarà ribadito che il cambio di destinazione d’uso non sarà
soggetto al pagamento degli oneri di urbanizzazione, derivando da un
obbligo imposto dalla legge regionale; ed infine, sarà esplicitata la
possibilità di ripristino della destinazione d’uso residenziale,
compatibilmente con il Piano operativo comunale che sarà vigente al
momento, in caso di cessazione dell’attività ricettiva”.
In conclusione, Marras e Boni evidenziano che “l’obiettivo della Regione
è garantire certezza normativa, uniformità applicativa e un equilibrio
tra esigenze di pianificazione territoriale, tutela degli operatori
economici e diritti dei proprietari, accompagnando il sistema turistico
toscano verso un assetto più chiaro e coerente”.
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