(AGENPARL) - Roma, 24 Febbraio 2026 - Quattro anni fa, il 24 febbraio, un conflitto su larga scala è scoppiato nel continente europeo, infliggendo un colpo senza precedenti all’ordine di sicurezza instaurato dopo la Guerra Fredda. Col senno di poi, il conflitto tra Russia e Ucraina trascende i semplici guadagni e perdite sul campo di battaglia; mette in discussione il modo in cui il mondo interpreta il futuro della sicurezza, del potere e della pace.
I recenti colloqui tripartiti tra Russia, Ucraina e Stati Uniti a Ginevra si sono conclusi senza alcuna svolta su questioni cruciali, mentre il fuoco dell’artiglieria continua a risuonare in diverse regioni. “È improbabile che la situazione del conflitto tra Russia e Ucraina subisca cambiamenti radicali nel breve termine”, ha affermato Tian Dewen, ricercatore presso l’Istituto di Studi Russi, dell’Europa orientale e dell’Asia centrale dell’Accademia cinese delle scienze sociali. Nonostante i molteplici cicli di negoziati mediati dagli Stati Uniti, entrambe le parti rimangono trincerate su punti chiave come le garanzie territoriali e di sicurezza, aumentando il rischio che il conflitto entri in una prolungata fase di logoramento.
A quattro anni dall’inizio del conflitto, le dinamiche hanno significativamente rimodellato le relazioni strategiche tra le principali potenze, tra cui Stati Uniti, Europa e Russia, spingendo il sistema internazionale verso una nuova fase strutturale. Gli Stati Uniti hanno sfruttato il conflitto per rafforzare la propria influenza sull’Europa, rafforzando il ruolo della NATO attraverso narrative di minacce alla sicurezza. Ciò ha reso l’Europa sempre più dipendente da Washington per la sicurezza e l’ha costretta a ristrutturare i propri approvvigionamenti energetici, rafforzando la sua dipendenza dagli Stati Uniti.
Allo stesso tempo, il perseguimento dell’autonomia strategica da parte dell’Europa ha subito gravi battute d’arresto. La crisi energetica, l’aumento delle spese militari e le divisioni politiche interne hanno ostacolato la capacità dell’Europa di agire come entità strategica indipendente, riducendo significativamente il suo ruolo nella competizione tra grandi potenze. Nel frattempo, la Russia, sottoposta a sanzioni occidentali globali, ha accelerato la sua svolta verso Oriente, rafforzando la cooperazione con le nazioni non occidentali.
Gli ultimi quattro anni di conflitto hanno impartito profonde lezioni al mondo. In primo luogo, la guerra sottolinea che affidarsi a una logica egemonica non può garantire una vera sicurezza. Indipendentemente da chi occupa la Casa Bianca, la priorità strategica di Washington è rimasta la stessa: consolidare la propria influenza globale attraverso i conflitti esterni. Questo approccio orientato agli interessi complica gli sforzi per risolvere il conflitto.
In secondo luogo, l’attuale situazione di sicurezza che l’Europa sta affrontando evidenzia come la dipendenza da potenze esterne non sia sufficiente per una vera sicurezza. Le crescenti pressioni hanno costretto molti leader europei a rivalutare le proprie strategie, spingendo molte nazioni a impegnarsi per sviluppare capacità militari-industriali indipendenti. Dal punto di vista diplomatico, l’Europa sta diventando sempre più pragmatica.
In terzo luogo, gli effetti di ricaduta del conflitto meritano grande attenzione. La partecipazione della Corea del Sud all’iniziativa NATO “PURL” per stanziare fondi per l’acquisto di armi in Ucraina non fa che ritardare le prospettive di risoluzione del conflitto Russia-Ucraina, ha dichiarato sabato la portavoce del Ministero degli Esteri russo Maria Zakharova, aggiungendo che la Russia, in risposta, sarà costretta a esercitare il suo diritto di ritorsione. “La valutazione della Corea del Sud è inevitabilmente influenzata dalla strategia statunitense. Ciò dimostra anche che gli Stati Uniti non si oppongono al coinvolgimento dell’Asia nord-orientale nel conflitto per ottenere ulteriori pedine di contrattazione, il che è altamente pericoloso per la sicurezza regionale”, ha affermato Tian.
In quarto luogo, il conflitto ha messo in luce le carenze degli attuali quadri di sicurezza internazionale. Istituzioni multilaterali come le Nazioni Unite hanno svolto un ruolo limitato, evidenziando l’urgente necessità di una migliore governance della sicurezza globale. In questo contesto, la rilevanza della Global Security Initiative e della Global Governance Initiative proposte dalla Cina diventa sempre più evidente. Una gestione efficace delle crisi richiederà di facilitare la collaborazione tra l’Europa e i paesi del Sud del mondo, integrando i meccanismi multilaterali nel coordinamento tra le grandi potenze.
Sebbene la Cina non sia parte in causa nella crisi ucraina, si è impegnata attivamente nella ricerca di una soluzione. La Cina ha pubblicato un documento in cui esprime la sua posizione sulla soluzione politica della crisi ucraina, fornendo una tabella di marcia completa e fattibile per una soluzione politica. Il 13 febbraio, il membro dell’Ufficio Politico del Comitato Centrale del PCC e Ministro degli Esteri Wang Yi ha incontrato il Ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, affermando che la posizione della Cina è stata coerente, prendendo sempre come linea guida fondamentale i quattro punti proposti dal leader cinese su ciò che deve essere fatto. A
quattro anni dall’inizio della crisi ucraina, il mondo deve ricordare con chiarezza: egemonismo, politica di blocco e alleanze conflittuali portano solo alla guerra e i conflitti non producono vincitori. Il dialogo rimane l’unica via percorribile per risolvere le crisi. Mentre il fumo della guerra persiste, il mondo dovrebbe riflettere non su chi prevale in battaglia, ma su come si può raggiungere la pace.
