(AGENPARL) - Roma, 6 Giugno 2026 - Ieri mio figlio( poco più che ventenne)è stato condannato in primo grado come ampiamente riportato dagli organi di informazione. Devo dire, che tutti gli organi di stampa hanno mantenuto correttezza, seppure è nota la compulsione mediatica di ignorare sempre e comunque le ragioni della difesa. Ho sempre invocato per mio figlio gli stessi diritti e gli stessi doveri di tutti i cittadini. Tra i diritti c'è quello della presunzione di innocenza fino al terzo grado. Tra i doveri, in caso di condanna, c'è quello di espiare la pena, cosa che mio figlio sta già facendo, da 17 mesi, pur essendo ancora in attesa di giudizio. Il dolore personale lo tengo per me e so che un personaggio pubblico è esposto a tutto. Ma ho sempre contrastato i massacri mediatici e social, la cultura della colonna infame, la canea di chi giudica, censura, dà i buoni consigli non potendo dare il cattivo esempio. Lo scorso anno, senza che il mio partito me lo chiedesse, mi sono dimesso dalla commissione antimafia ( anche se mio figlio non c'entra nulla con reati del genere) fedele al principio che la moglie di Cesare è intoccabile. Ma ciò non mi ha evitato insulti, contumelie, l'attacco in consiglio regionale della Lombardia di un esponente del PD. Nella vita di una persona i figli vengono prima di ogni altra cosa. Questo non significa affatto esonerarli dalle loro responsabilità. Ma non ho visto nessuno di questi leoni social difendere quella Costituzione diventata intangibile a fasi alterne che contempla la presunzione di innocenza fino a sentenza passata in giudicato. Continuo ad avere fiducia nella magistratura e nella giustizia e in ogni caso, se mio figlio risulterà colpevole, avrà l'occasione come tutti di riabilitarsi, riscattarsi. Sono quei principi liberali e cristiani che hanno costruito un'idea di comunità civile. E che troppo spesso releghiamo a particolari insignificanti. Da ragazzo, attraverso mio padre, ho visto galantuomini come Donat Cattin e tanti altri messi sotto accusa per vicende familiari. Mentre la politica dovrebbe preservare almeno il rispetto. Cosa che io continuerò a fare sempre verso chiunque.. Alfredo Antoniozzi. Vice capogruppo di Fratelli d'Italia alla Camera
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