(AGENPARL) - Roma, 4 Novembre 2026 - “L’esito delle elezioni di metà mandato negli Stati Uniti, con il passaggio del controllo del Congresso al Partito Democratico (54 seggi al Senato e solida maggioranza alla Camera), rappresenta un freno oggettivo alle politiche tariffarie aggressive della Casa Bianca. Si tratta di un’opportunità macroeconomica straordinaria che l’Italia non può permettersi di perdere. Il mio è un suggerimento diretto al Governo Meloni affinché agisca con tempestività, e un invito formale alle attuali opposizioni a farsi promotrici di questo fronte in Parlamento”. Lo afferma in una nota Marinella Pacifico, già componente della Commissione Affari Esteri del Senato.
“Sotto il profilo macroeconomico – spiega Pacifico – il nuovo bilanciamento dei poteri a Washington allontana lo spettro di una pericolosa cost-push inflation (inflazione da costi) per le nostre filiere esportatrici (manifattura, automotive, agroalimentare). La letteratura accademica e i modelli basati sul flusso di cassa libero (Free Cash Flow) indicano chiaramente che la neutralizzazione delle barriere tariffarie permette alle imprese del Made in Italy di non disperdere margini operativi lordi e di recuperare risorse interne strategiche, superando le attuali asimmetrie del mercato del credito attraverso l’autofinanziamento”.
L’ex senatrice sottolinea come la partita decisiva si giochi sul terreno degli approvvigionamenti energetici, in particolare sul gas naturale liquefatto (GNL) americano, che copre ormai quasi un quarto dell’import nazionale: “Finché l’Italia resta giuridicamente classificata come paese ‘Non-FTA’ (senza trattato di libero scambio), i contratti di fornitura di lungo termine con i privati americani restano subordinati al lungo e incerto iter di autorizzazione del Dipartimento dell’Energia di Washington. Questo ci costringe spesso a rifornirci sul mercato spot, legando i prezzi alle speculazioni finanziarie della borsa europea del TTF di Amsterdam, con costi da 3 a 5 volte superiori rispetto al prezzo reale di costo alla bocca di pozzo americana (Henry Hub)”.
Da qui il suggerimento programmatico rivolto sia a Palazzo Chigi che alle Camere, in particolare alla 3ª Commissione (Affari Esteri e Difesa) e alla 6ª Commissione (Finanze e Tesoro) del Senato, nonché alle omologhe commissioni III (Esteri) e VI (Finanze) della Camera dei Deputati:
“Il Governo ha il dovere di attivare subito una fitta rete diplomatica con la nuova leadership democratica del Congresso per chiedere una riforma del Natural Gas Act che equipari, per il rilascio delle licenze energetiche, i paesi alleati della NATO ai paesi FTA. Al contempo, le forze di opposizione in Parlamento devono esercitare un ruolo di stimolo rigoroso e costruttivo, spingendo per la calendarizzazione urgente di atti di indirizzo e indagini conoscitive congiunte su questo dossier. Blindare un ‘corridoio energetico preferenziale transatlantico’ e mettere in sicurezza le aziende dai dazi significa permettere al nostro tessuto produttivo di recuperare capitali da reinvestire in tecnologia e capitale umano. Questo genererà un aumento della produttività marginale dei fattori, stimolando la domanda di lavoro derivata (nuova occupazione stabile), sostenendo la crescita del PIL e favorendo un abbassamento strutturale dei prezzi al consumo e delle bollette a tutela delle famiglie”, conclude Pacifico.
