(AGENPARL) - Roma, 8 Ottobre 2026 - GUALDO CATTANEO (PG) – Prosegue l’inchiesta documentale di Agenparl sulla sicurezza della SP 415 di Ponte di Ferro, conosciuta anche come “Strada del Puglia”, con particolare attenzione al tratto compreso tra il Bivio Cerquiglino e il Bivio Pomonte.
Dopo le prime risposte della Polizia Stradale di Perugia e della Polizia Locale di Gualdo Cattaneo, arriva un ulteriore riscontro istituzionale all’istanza di accesso civico generalizzato presentata il 17 settembre 2026 dal direttore responsabile di Agenparl, Luigi Camilloni.
Questa volta la risposta proviene da un ufficio dell’Arma dei Carabinieri, che comunica il mancato accoglimento della richiesta per la parte di propria competenza, richiamando due distinti motivi: le limitazioni all’accesso connesse alla sicurezza pubblica e la necessità di effettuare elaborazioni di dati non già disponibili nella forma richiesta.
Una risposta che apre nuove domande, soprattutto in relazione alla possibilità di ottenere almeno i dati statistici già esistenti e ostensibili, senza compromettere le esigenze operative delle Forze dell’Ordine.
La richiesta di Agenparl: dieci anni di incidenti e controlli
L’istanza di accesso civico generalizzato, formulata ai sensi dell’art. 5, comma 2, del D.Lgs. 33/2013, era stata indirizzata a più amministrazioni ed enti competenti.
L’obiettivo era ricostruire attraverso documenti ufficiali l’incidentalità sulla SP 415, il numero dei feriti e dei decessi, le attività di controllo della circolazione, le sanzioni elevate e gli eventuali provvedimenti adottati per migliorare la sicurezza.
La richiesta comprendeva anche la documentazione relativa a studi, progetti, sopralluoghi e possibili interventi strutturali sul Bivio Cerquiglino, compresa l’eventuale ipotesi di una rotatoria.
Un’indagine documentale finalizzata a comprendere quali controlli siano stati effettuati, quali dati siano disponibili e quali interventi risultino effettivamente programmati o realizzati.
La risposta dei Carabinieri: accesso non accolto per la parte di competenza
Nel documento trasmesso ad Agenparl, l’ufficio dell’Arma richiama espressamente l’istanza del 17 settembre e precisa che, per quanto di propria competenza, la richiesta non può trovare accoglimento.
Il primo motivo riguarda il punto 2 dell’istanza, relativo alle attività di controllo della circolazione.
L’ufficio sostiene che la documentazione richiesta rientri nelle ipotesi di esclusione o limitazione dell’accesso civico generalizzato, richiamando:
- Art. 5-bis, comma 3, del D.Lgs. 33/2013, relativo ai casi di esclusione dell’accesso;
- Art. 24, commi 1 e 2, della Legge 241/1990, relativo ai limiti del diritto di accesso;
- Art. 1049, comma 1, lettere d) ed e), del D.P.R. 90/2010, richiamato nel provvedimento;
- D.M. Interno 16 marzo 2022, anch’esso citato nella risposta.
Si tratta di riferimenti normativi invocati dall’amministrazione per motivare la non ostensibilità della documentazione richiesta in quella parte.
La questione, tuttavia, merita un approfondimento: l’istanza di Agenparl chiedeva anche dati numerici aggregati, senza pretendere la divulgazione di modalità operative, orari, dispositivi o informazioni sensibili sulle attività di servizio.
Diventa quindi importante comprendere se esistano dati statistici già formati che possano essere comunicati senza pregiudicare le esigenze di sicurezza pubblica.
Secondo motivo: i dati richiederebbero nuove elaborazioni
Il secondo motivo del mancato accoglimento riguarda il punto 3 dell’istanza, dedicato alle violazioni per eccesso di velocità e alle altre sanzioni.
Secondo la risposta dell’ufficio dei Carabinieri, i dati richiesti non sarebbero stati oggetto di una specifica attività di rielaborazione da parte del Comando Generale per le proprie esigenze istituzionali.
Per soddisfare l’istanza, sostiene l’amministrazione, sarebbe necessario procedere a operazioni di estrazione e rielaborazione finalizzate alla creazione di nuovi report non esistenti nella forma richiesta.
A sostegno di questa posizione viene richiamata la Delibera ANAC n. 1309 del 28 dicembre 2016, relativa alle linee guida sull’accesso civico generalizzato.
Il punto giuridico è rilevante: l’accesso civico consente di richiedere dati e documenti detenuti dalle amministrazioni, ma non impone necessariamente la creazione di nuove statistiche o complesse elaborazioni appositamente predisposte per il richiedente.
Resta però da distinguere l’eventuale inesistenza di un report riepilogativo dall’esistenza di registri, prospetti o altri documenti già formati che contengano, almeno parzialmente, le informazioni richieste.
La differenza tra negare un dato e non possedere una statistica
La risposta dei Carabinieri non fornisce il numero degli incidenti, dei controlli o delle violazioni accertate sulla SP 415.
Ma questo non significa che tali attività non siano mai state effettuate.
Significa, più precisamente, che l’ufficio destinatario non ha accolto le specifiche richieste indicate, per le ragioni normative e organizzative illustrate nella propria comunicazione.
È una distinzione fondamentale.
L’assenza di un prospetto statistico già predisposto non dimostra l’assenza di controlli, così come il mancato accesso alla documentazione operativa non consente di concludere che la vigilanza non sia stata svolta.
Per ricostruire la situazione sarà necessario acquisire le informazioni dagli altri uffici competenti e verificare quali documenti possano essere legittimamente resi accessibili.
Polizia Stradale e Polizia Locale: il quadro delle prime risposte
Il nuovo riscontro si aggiunge a quelli già ricevuti da Agenparl.
La Sezione Polizia Stradale di Perugia aveva comunicato che, dall’esame dei piani compartimentali dal 2019, non risultavano attribuite a quell’ufficio competenze di vigilanza sul tratto della SP 415 compreso tra Cerquiglino e Pomonte.
La stessa Sezione aveva dichiarato di non avere effettuato rilievi di sinistri stradali nel tratto indicato.
Il Comune di Gualdo Cattaneo, invece, con comunicazione protocollata il 5 ottobre 2026, aveva segnalato che la Polizia Locale non dispone di autovelox e che il ridotto organico non consente una presenza costante sul territorio.
Nel prospetto allegato dal Comune compariva inoltre, per gli anni 2024 e 2025, la dicitura “assenza di personale”.
Ora, con la risposta dei Carabinieri, il quadro documentale si arricchisce di un ulteriore elemento, ma rimane ancora incompleto.
Il diritto alla trasparenza e i limiti previsti dalla legge
L’accesso civico generalizzato rappresenta uno strumento di conoscibilità dell’attività amministrativa, ma non costituisce un diritto illimitato.
L’art. 5-bis del D.Lgs. 33/2013 prevede esclusioni e limiti, anche per la tutela di interessi pubblici quali la sicurezza e l’ordine pubblico.
La questione è comprendere, nel caso concreto, quali informazioni possano essere sottratte all’accesso e quali invece possano essere rese disponibili, eventualmente attraverso l’oscuramento delle parti non ostensibili.
Il provvedimento ricevuto richiama anche le possibilità di tutela previste dall’ordinamento.
In particolare, viene indicata la facoltà di presentare richiesta di riesame al Responsabile della prevenzione della corruzione e per la trasparenza del Ministero della Difesa, ai sensi dell’art. 5, comma 7, del D.Lgs. 33/2013.
Viene inoltre richiamata la possibilità di proporre ricorso al Tribunale amministrativo regionale, secondo quanto previsto dall’art. 116 del D.Lgs. 104/2010.
L’esistenza di tali rimedi non implica automaticamente che il diniego sia illegittimo, ma conferma che il richiedente dispone di strumenti per sottoporre la decisione a una nuova valutazione.
SP 415, la domanda resta: quanti incidenti e quanti controlli?
La questione centrale non cambia.
Negli ultimi dieci anni, quanti incidenti si sono verificati sulla SP 415? Quante persone sono rimaste ferite? Quante hanno perso la vita? Quali organi hanno effettuato i rilievi? Quanti controlli sono stati svolti e quali violazioni sono state accertate?
Sono domande che riguardano la sicurezza di una strada utilizzata quotidianamente dai cittadini e che richiedono una ricostruzione documentale completa.
Il diniego parziale dell’ufficio dei Carabinieri non chiude l’indagine. Piuttosto, rende necessario distinguere con maggiore precisione le informazioni protette, quelle non elaborate e quelle eventualmente già disponibili presso altre amministrazioni.
Cerquiglino: ancora da chiarire gli interventi sulla sicurezza
Resta aperta anche la questione del Bivio Cerquiglino, oggetto di richieste di messa in sicurezza risalenti nel tempo.
L’accesso civico presentato da Agenparl comprendeva la richiesta di studi, sopralluoghi, progetti, atti amministrativi e finanziamenti eventualmente riferiti all’intersezione.
La risposta dei Carabinieri non chiarisce se esista un progetto per una rotatoria o quali interventi siano stati programmati sul bivio.
Su questi aspetti assume particolare importanza il riscontro della Provincia di Perugia, per quanto di competenza, anche alla luce della documentazione relativa alla progettazione per la sicurezza delle SP 375 e SP 415.
Agenparl continuerà a chiedere documenti e risposte
Il percorso avviato con l’istanza del 17 settembre 2026 prosegue.
I documenti finora ricevuti delineano una situazione nella quale ogni amministrazione risponde secondo le proprie attribuzioni, disponibilità documentali e limitazioni normative.
Proprio per questo è necessario evitare conclusioni affrettate.
Il mancato accesso a un dato non dimostra l’assenza del fenomeno che quel dato dovrebbe descrivere.
L’obiettivo di Agenparl rimane quello di ottenere un quadro attendibile dell’incidentalità, delle attività di vigilanza e delle misure di sicurezza relative alla SP 415.
Perché una questione che riguarda l’incolumità degli automobilisti non può essere affrontata soltanto attraverso dichiarazioni o supposizioni: occorrono dati ufficiali, atti amministrativi, responsabilità chiaramente individuate e interventi verificabili.
La trasparenza non sostituisce la sicurezza stradale, ma rappresenta uno strumento essenziale per comprenderne lo stato e valutare le decisioni delle istituzioni.
