(AGENPARL) - Roma, 7 Ottobre 2026 - «Oggi la Corte di Cassazione esamina i ricorsi sul disastro ferroviario Andria-Corato del 12 luglio 2016. Per i familiari non è una data come le altre. Quel giorno sono morte 23 persone. Tra loro Maria Aloysi. Dieci anni non cancellano un dolore che resta, e non possono chiudere una richiesta di verità ancora aperta».
Lo dichiara Marinella Pacifico, già senatrice della Repubblica.
«Anna Aloysi, sorella di Maria e presidente dell’Associazione Anna Aloysi – Incidente ferroviario Andria Corato 12 luglio 2016, non potrà essere a Roma. Un recente intervento e le sue condizioni di salute le impediscono il viaggio. La distanza non ferma la sua voce, e non deve fermare l’attenzione delle istituzioni. Segue questa udienza con la stessa determinazione che la accompagna da anni. Le sono vicina».
Pacifico chiede che il giudizio non si esaurisca in una formalità e che venga fatta piena chiarezza su quanto accaduto.
«Ventitré vite spezzate non possono essere dimenticate. Il dolore merita rispetto. Verità e giustizia devono essere portate fino in fondo: lo si deve a Maria Aloysi, a tutte le vittime di quella giornata e a un territorio che aspetta ancora risposte compiute».
Dichiarazione di Marinella Pacifico, già Senatrice della Repubblica.
