(AGENPARL) - Roma, 9 Settembre 2026 - Dice no alle sanzioni ai coloni e poi si nasconde dietro l'Europa»
«Chiedo alla presidente Meloni, da troppo tempo assente anche dal question
time, di venire in Parlamento e spiegare agli italiani perché il suo
governo continui a schierarsi dalla parte sbagliata della storia.
Dodici Paesi — Canada, Danimarca, Finlandia, Francia, Islanda, Irlanda,
Norvegia, Polonia, Portogallo, Spagna, Svezia e Regno Unito — hanno deciso
di introdurre o sostenere restrizioni al commercio di beni provenienti
dagli insediamenti israeliani illegali nei territori palestinesi occupati.
Chi manca? L'Italia.
Trovo irricevibile la posizione del ministro Tajani, secondo il quale sulle
sanzioni ai coloni dovrebbe decidere l'Unione europea per evitare
distorsioni del mercato interno. Tajani però omette un particolare
decisivo: quando in Europa si tenta di assumere provvedimenti contro i
coloni e il governo Netanyahu, è proprio l'Italia a opporsi. Non si può
invocare l'Europa e contemporaneamente bloccarne le decisioni. È un gioco
delle parti che non regge più.
palestinesi vengono demolite, famiglie sono costrette ad abbandonare le
proprie terre, bambini non possono più andare a scuola e le violenze dei
coloni estremisti continuano troppo spesso nell'impunità.
Il governo Meloni dice no alle sanzioni contro i coloni, no alla
sospensione dell'accordo commerciale tra Unione europea e Israele e non
interviene sul commercio legato agli insediamenti illegali. Di fronte a
tutto questo, se il governo italiano continua a garantire protezione
politica a Netanyahu e al suo esecutivo, come possiamo definire questa
posizione se non complicità politica?
Giorgia Meloni venga in Parlamento e spieghi agli italiani perché, davanti
all'orrore che sta subendo il popolo palestinese e alle continue violazioni
del diritto internazionale, abbia deciso di schierare l'Italia dalla parte
sbagliata della storia».
