(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - Il senatore repubblicano del Wisconsin Ron Johnson ha rilanciato la possibilità di conseguenze giudiziarie per Anthony Fauci, sostenendo che un’incriminazione per oltraggio al Congresso resti una delle ipotesi sul tavolo e invitando, parallelamente, le autorità dei singoli Stati a valutare eventuali violazioni delle rispettive legislazioni.
Johnson è intervenuto mercoledì durante il programma Mornings with Maria di Fox Business, mentre negli Stati Uniti prosegue lo scontro politico sulle decisioni adottate durante la pandemia di COVID-19 e sulla gestione dei documenti prodotti dalle autorità sanitarie federali.
Al centro delle nuove polemiche ci sono anche alcuni messaggi attribuiti a Fauci e recentemente resi disponibili agli investigatori del Congresso, compresi scambi riguardanti la pandemia e questioni relative alla vaccinazione contro il COVID-19 nelle donne in gravidanza.
Johnson: possibile ancora un’accusa per oltraggio
Durante l’intervista, la conduttrice Cheryl Casone ha chiesto al senatore se il Dipartimento di Giustizia potrebbe arrivare a incriminare Fauci e quale impatto possa avere la grazia preventiva concessagli dall’ex presidente Joe Biden.
Johnson non ha dato per certa un’azione penale federale.
«Vedremo se lo accuserà di oltraggio al Congresso», ha risposto riferendosi al Dipartimento di Giustizia.
Il senatore ha quindi spostato l’attenzione sulle possibili iniziative a livello statale, citando in particolare Florida e Alabama. Secondo Johnson, eventuali autorità statali interessate potrebbero verificare autonomamente se esistano condotte perseguibili in base alle proprie leggi.
La questione è giuridicamente distinta da un eventuale procedimento federale: una grazia presidenziale riguarda infatti reati federali compresi nel suo ambito, mentre non determina automaticamente l’immunità da eventuali violazioni delle leggi statali.
I dubbi sulla conservazione dei documenti
Johnson ha poi allargato il discorso oltre la posizione personale di Fauci, concentrandosi sulla gestione e conservazione dei documenti federali prodotti durante la pandemia.
Il senatore ha citato Tom Shimabukuro, già responsabile delle attività di sorveglianza sulla sicurezza dei vaccini presso i Centers for Disease Control and Prevention (CDC), sostenendo che sarebbero state cancellate e-mail e altri documenti.
Johnson ritiene che sia necessario stabilire esattamente cosa sia stato eliminato, in quali circostanze e se la cancellazione abbia violato le norme federali sulla conservazione dei documenti.
«Stiamo iniziando a trovare prove di ogni tipo di distruzione di documenti», ha affermato, chiedendo al Dipartimento di Giustizia di approfondire la vicenda.
Si tratta, allo stato delle dichiarazioni riportate, di accuse avanzate dal senatore: l’esistenza di materiale cancellato non equivale di per sé alla prova di una distruzione criminale di documenti. Per arrivare a eventuali responsabilità penali sarebbe necessario dimostrare gli elementi previsti dalle specifiche fattispecie federali applicabili.
Il telefono di Fauci e i 34.000 messaggi
Una parte particolarmente significativa dell’indagine di Johnson riguarda un dispositivo telefonico che, secondo il senatore, sarebbe stato consegnato alla sua commissione soltanto recentemente, nonostante fosse oggetto di una richiesta risalente a oltre un anno prima.
Il telefono conterrebbe circa 34.000 messaggi di testo.
Johnson sostiene tuttavia che l’analisi sia resa più complessa da un elemento insolito: sul dispositivo sarebbero presenti soltanto tre contatti memorizzati, mentre gran parte delle conversazioni risulterebbe associata esclusivamente a numeri telefonici.
«Abbiamo tre contatti nel telefono di Fauci», ha dichiarato Johnson. «Tutto il resto, tutti questi messaggi di testo, sono associati a un numero di telefono».
Il senatore ha quindi avanzato l’ipotesi che i contatti possano essere stati cancellati. Anche in questo caso, tuttavia, si tratta di un’interpretazione di Johnson e non, sulla base delle informazioni riportate, di un fatto giudiziariamente accertato.
Per gli investigatori del Congresso il problema è soprattutto pratico: sarà necessario identificare i titolari dei numeri per ricostruire correttamente il contesto delle conversazioni.
«La mia indagine è appena iniziata»
Johnson ha affermato che l’esame della documentazione è ancora in una fase iniziale e potrebbe richiedere molto tempo.
Il senatore sostiene di aver inoltrato numerose richieste di supervisione durante l’amministrazione Biden senza ottenere una quantità soddisfacente di documenti. La situazione, a suo giudizio, sarebbe cambiata con l’attuale leadership del Dipartimento della Salute e dei Servizi Umani.
«La mia indagine è appena iniziata», ha dichiarato, aggiungendo che la disponibilità di nuovi dispositivi e documenti potrebbe consentire al Congresso di ricostruire aspetti della risposta federale alla pandemia rimasti finora poco chiari.
Johnson ha descritto la situazione con una metafora: «Penso che la diga stia iniziando a cedere», riferendosi al progressivo arrivo di nuovi materiali nelle mani degli investigatori.
Il nodo della grazia concessa da Biden
Un’altra questione riguarda la grazia preventiva concessa da Joe Biden a Fauci prima della conclusione della sua presidenza.
Per i repubblicani che stanno conducendo le indagini, uno degli interrogativi riguarda l’esatta estensione della protezione e le conseguenze che essa può avere su eventuali procedimenti.
Johnson ha inoltre richiamato le polemiche sull’impiego dell’autopen, il dispositivo utilizzato per riprodurre automaticamente una firma, sebbene l’utilizzo dello strumento non renda di per sé invalido un atto presidenziale. Qualunque contestazione della validità di una grazia richiederebbe quindi basi giuridiche ulteriori.
Diverso sarebbe il caso di eventuali condotte successive al periodo coperto dalla grazia o di possibili violazioni delle leggi dei singoli Stati.
Un’indagine destinata a proseguire
Le dichiarazioni di Ron Johnson confermano che la risposta federale alla pandemia continua a essere oggetto di una battaglia politica e istituzionale a Washington.
Da una parte, alcuni senatori repubblicani chiedono di verificare la condotta di Fauci e di altri funzionari sanitari, con particolare attenzione alla conservazione dei documenti, alle comunicazioni interne e alle testimonianze rese al Congresso. Dall’altra, qualsiasi eventuale procedimento penale dovrebbe superare ostacoli giuridici significativi e dimostrare condotte specifiche, non semplicemente divergenze politiche o scientifiche sulla gestione della pandemia.
Per il momento, quindi, non esiste nelle informazioni riportate una condanna di Fauci per i fatti descritti. Johnson sta sollecitando ulteriori indagini e prospettando possibili azioni giudiziarie, mentre l’analisi delle migliaia di comunicazioni acquisite potrebbe diventare uno dei prossimi capitoli dell’inchiesta congressuale.