(AGENPARL) - Roma, 13 Agosto 2026 - "Vannacci teorizza la sovranità economica nazionale e l'utilizzo strumentale del veto contro il bilancio dell'Unione Europea", ma "in un contesto globale in cui stanno emergendo nuove superpotenze economiche per l'Italia non ha alcun senso auto-isolarsi. La sfida dell'Italia è contare in Europa, essere protagonista e far valere il proprio peso". Sull'economia, "va anche peggio: più Stato proprietario, più protezionismo, sostanzialmente un'impostazione nazionalista di matrice para-comunista.
La nostra idea liberale è radicalmente diversa: lo Stato garantisce la concorrenza all'interno di una cornice di regole, ma non deve diventare il grande azionista o il regista permanente dell'economia". Alcune proposte sono "prive di senso", come "le «quote azzurre» nei concorsi pubblici, riservando una parte dei posti ai genitori di famiglie numerose". Spiegatemi perché, per esempio, se vado in un ospedale pubblico, il chirurgo che mi opera non è quello che ha vinto il concorso perché più bravo degli altri ma perché ha tre figli anziché due. E se la più brava fosse una chirurga senza figli, anziché un chirurgo con figli? Per noi, "nei concorsi devono vincere il merito e la competenza. La famiglia va sostenuta con politiche fiscali e sociali serie, non con sparate di questo genere".
"La portata principale, lo slogan della "remigrazione", è il presunto arrosto che invece si rivela tutto fumo. Si passa dal "blocco navale" ai nuovi vecchi "rastrellamenti", termine agghiacciante che un programma che si autodefinisce "cristiano" dovrebbe lasciare ai libri di Storia. Slogan populisti efficaci per prendere voti, ma quando si governa non ci sono soluzioni banali a problemi complessi. La totale distanza dal mondo produttivo e dell'impresa emerge anche qui: gli ingressi per soddisfare le necessità produttive del Paese devono seguire un criterio di compatibilità culturale, privilegiando i Paesi a maggioranza cristiana.