(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - La sicurezza e la stabilità del Mar Caspio devono essere gestite esclusivamente dai cinque stati costieri, senza alcuna interferenza o presenza militare da parte di potenze straniere. È la linea tracciata dal viceministro degli Esteri iraniano, Kazem Gharibabadi, durante un intervento in occasione delle celebrazioni per il Giorno del Mare del Caspio.
Una responsabilità regionale endogena
Nel corso del suo intervento, Gharibabadi ha evidenziato che il bacino non rappresenta soltanto una risorsa idrica per l’Iran e i paesi confinanti, ma costituisce un elemento fondamentale della geografia, dell’identità e delle relazioni storiche regionali.
Secondo la posizione di Teheran, la gestione della stabilità dell’area non deve trasformarsi in un terreno di scontro geopolitico. La sicurezza del Caspio è una responsabilità regionale endogena che deve essere fornita e preservata dagli stati costieri attraverso i loro meccanismi concordati.
Il viceministro ha inoltre ribadito l’impegno congiunto con gli altri paesi rivieraschi per vietare la presenza di forze militari extraregionali, auspicando che il Caspio diventi un modello di cooperazione autonoma.
Le sfide ambientali: clima, inquinamento e calo delle acque
Oltre agli aspetti legati alla difesa e alla sovranità geostrategica, l’intervento ha posto l’accento sulle emergenze ambientali che minacciano l’area. Gharibabadi ha infatti richiamato l’attenzione sulla necessità di una cooperazione immediata e concreta per affrontare il progressivo calo del livello dell’acqua, i problemi legati all’inquinamento e gli impatti dei cambiamenti climatici nella regione.
