(AGENPARL) - Roma, 11 Agosto 2026 - morte annunciata."*
Palazzo San Gervasio, provincia di Potenza. Per Lassoueed Dhoui, cittadino
tunisino di 30 anni, in condizioni di vulnerabilità non doveva essere
permessa la detenzione amministrativa. Ma su persone "di scarto", come sono
considerati i "trattenuti" nei centri, la risposta è cinica: altri 90
giorni di trattenimento. Lui non ha retto, è salito sulla palazzina del
centro con l'intenzione di impiccarsi, poi -sembra – è scivolato ed è
caduto a terra perdendo la vita. In pochi minuti è scoppiata una rivolta
inevitabile, sono stati incendiati alcuni moduli abitativi e un altro
ragazzo ha tentato di uccidersi bevendo detersivo. I soccorsi sono giunti
in ritardo, all'inizio si è pensato fosse morto anche lui, le ultime
notizie lo danno come ricoverato, grave, ma vivo. In condizioni simili è,
da alcuni giorni, un altro trattenuto al CPR di Milano, si teme per i danni
provocati dal tentativo di farla finita. 8 "trattenuti" della rivolta di
Palazzo San Gervasio, sono stati arrestati e rischiano condanne fino a 5
anni, come da decreto Piantedosi. Con le misure previste nel Patto europeo
i tempi massimi di trattenimento passeranno a 24 mesi a cui se ne
potrebbero aggiungere 6 per procedere a deportazioni spesso impossibili.
Facile prevedere che l'aumento dei centri, dei tempi di privazione della
libertà personale, i tentativi di esternalizzarli in "Paesi sicuri" e di
rinchiudere più richiedenti asilo, provocheranno ancora più morti e
rivolte. Continuiamo a credere ed è dimostrabile, che nessuna misura
peggiorativa o migliorativa è possibile per cambiare i centri. Chiuderli
definitivamente, in ogni angolo d'Europa, è la sola opzione possibile,
insieme a un sistema di accoglienza e controllo che tratti le persone
migranti per quello che sono: esseri umani. I centri sono una delle tante
vergogne del continente.
Anna Camposampiero, Segretariato Sinistra Europea
Rifondazione Comunista – Sinistra Europea
