(AGENPARL) - Roma, 10 Agosto 2026 - *Social freezing con il contributo della Regione Puglia*
*60mila euro a disposizione delle donne pugliesi per preservare la
fertilità*
*Fino a 3.000 euro per le donne con ISEE non superiore a 30mila euro*
Sono in fase di pubblicazione in questi giorni sul portale PugliaSalute e
sui siti istituzionali delle Aziende sanitarie regionali i bandi rivolti
alle donne pugliesi per accedere al contributo economico destinato al
social freezing.
Le domande potranno essere presentate a partire dal 13 agosto 2026, data di
pubblicazione dell'avviso sul BURP, e fino alle ore 24 del trentesimo
giorno successivo. Il social freezing è una tecnica che consente alle donne
di congelare i propri ovuli, quando la loro qualità è ottimale, per
posticipare la maternità o preservare la fertilità in futuro, in presenza
di determinate condizioni mediche, garantendosi una maggiore probabilità di
riuscita nel caso in cui, con il passare del tempo, si vada incontro a
difficoltà di concepimento imputabili ad una fisiologica riduzione della
fertilità.
ripartito tra le sei province sulla base di un censimento della popolazione
femminile avente un'età tra i 27 e i 37 anni, la Regione Puglia sostiene la
possibilità delle donne di accedere alla crioconservazione degli ovociti
per fini sociali. Una pratica che mira a tutelare il diritto alla
genitorialità e a contrastare il calo demografico attraverso un sostegno
concreto alle donne che desiderano preservare la propria fertilità in età
utile per un progetto di genitorialità futura. La misura favorisce quella
fascia di popolazione femminile che non accede alla crioconservazione
gratuita, in quanto affetta da patologie oncologiche, e già assicurata dai
livelli essenziali di assistenza.
"La Regione Puglia continua a sostenere in maniera concreta le donne
pugliesi mettendole nella condizione di autodeterminare il proprio percorso
di fertilità – dichiara il presidente della Regione Puglia* Antonio Decaro*.
Un'offerta sanitaria pubblica che si adatta ai tempi e agli stili di vita
nuovi della popolazione è un servizio che fa il proprio dovere fino in
fondo. Il sistema sanitario pubblico non è chiamato a dare giudizi ma a
creare opportunità per le donne che, per volontà o esigenza, decidono di
affrontare un percorso di genitorialità in età più adulta, con il rischio
di incontrare difficoltà e problemi che si traducono, a volte, in veri e
propri ostacoli insormontabili. Noi crediamo che questo contributo
rappresenti una delle politiche di natalità più democratiche e rispettose
che si possano mettere in campo come offerta pubblica, perché pongono alla
base dell'offerta sanitaria le scelte delle donne. Si tratta di
un'esperienza relativamente nuova che vogliamo supportare affinché le
informazioni possano giungere a quante più donne possibili che si trovano
nelle condizioni di accedere a questa pratica laddove fosse una loro
volontà aderirvi".
Possono accedere alla misura e quindi fare domanda per un contributo, fino
a un massimo di 3.000 euro, le donne:
• di età compresa tra i 27 e i 37 anni,
• residenti in Puglia da almeno 12 mesi,
• con un ISEE ordinario non superiore a 30.000 euro,
• che si rivolgano a centri di Procreazione Medicalmente Assistita
(PMA) pubblici o privati accreditati, inseriti nel registro nazionale