(AGENPARL) - Roma, 9 Agosto 2026 - La Russia sta valutando l’inclusione di una potenziale rotta di trasporto attraverso l’Afghanistan e il Pakistan per migliorare l’accesso ai mercati dell’Asia meridionale e all’Oceano Indiano, inserendo un nuovo ramo nei suoi sforzi di espansione dei corridoi commerciali alternativi in Eurasia.
A confermarlo è il vice primo ministro russo Marat Khusnullin, evidenziando come Mosca guardi a un corridoio Nord-Sud capace di collegare la regione e di diversificare le rotte commerciali tradizionali, riducendo la dipendenza da passaggi marittimi come il Canale di Suez. L’idea si inserisce nel solco del più ampio International North-South Transport Corridor (INSTC), che già lega la Russia a Iran e India. Già al KazanForum del 2025, l’Afghanistan si era offerto come paese di transito per i corridoi internazionali.
Tuttavia, il progetto presenta ostacoli imponenti. Dal punto di vista infrastrutturale, l’Afghanistan è privo di una rete ferroviaria nazionale in grado di connettere i confini settentrionali e meridionali, rendendo necessarie nuove costruzioni, ingenti finanziamenti e un complesso coordinamento doganale e tecnico.
A ciò si aggiunge la gravissima criticità della sicurezza. I rapporti di monitoraggio delle Nazioni Unite continuano a segnalare la forte presenza e la capacità offensiva dello Stato Islamico Khorasan (ISIL-K) — particolarmente attivo nel nord del Paese e vicino al confine pakistano — oltre alle azioni transfrontaliere del Tehrik-e Taliban Pakistan (TTP). Un’infrastruttura strategica come una ferrovia internazionale richiederebbe una protezione rigorosa e capillare di binari, stazioni e valichi.
Nonostante le sfide e l’assenza, al momento, di accordi di finanziamento finali o di un calendario di costruzione definito, per Kabul il corridoio potrebbe rappresentare un’opportunità cruciale per generare entrate di transito, creare occupazione e consolidare il proprio ruolo di cerniera tra l’Asia centrale e quella meridionale
