(AGENPARL) - Roma, 6 Agosto 2026 - "Sentire le parole da Giuseppe Conte, che è stato Presidente del Consiglio per quasi tre anni, è sconcertante. Ma soprattutto rivela una sorprendente memoria selettiva. Conte dovrebbe ricordare che proprio durante i Governi da lui presieduti la spesa italiana per la Difesa aumentò e furono approvati programmi pluriennali per miliardi di euro destinati all'ammodernamento dello strumento militare, all'innovazione tecnologica e all'acquisizione di nuove capacità. Allora evidentemente non si chiamava 'riarmo'. Non distruggeva il mercato comune. Non minacciava gli equilibri politici europei. Nel 2020, durante il Governo Conte II, fu approvato il Documento Programmatico Pluriennale della Difesa che prevedeva un significativo rafforzamento degli investimenti e una programmazione di lungo periodo per l'ammodernamento delle capacità militari italiane. Scelte legittime e, per molti aspetti, necessarie. Ma erano scelte del Governo presieduto da Giuseppe Conte. Oggi, dall'opposizione, quelle stesse esigenze vengono trasformate nella propaganda del 'riarmo'. Si può discutere degli strumenti finanziari europei e si deve lavorare affinché i differenti spazi fiscali degli Stati non producano squilibri. È un tema serio. Ma sostenere che investire nella sicurezza significhi 'distruggere' l'Europa è semplicemente falso. L'Europa rischia semmai di diventare irrilevante se non sarà capace di difendersi, se continuerà a dipendere dagli altri per la propria sicurezza e se rinuncerà a costruire una propria autonomia industriale e tecnologica. Da un ex Presidente del Consiglio mi aspetterei responsabilità, memoria e soprattutto coerenza. Perché la sicurezza dell'Italia non può essere una necessità quando si governa e diventare improvvisamente 'riarmo' quando si passa all'opposizione".
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