(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - La gestione dei flussi migratori torna a infiammare i rapporti diplomatici all’interno dell’Unione Europea. A seguito dell’arrivo di migliaia di migranti nell’enclave spagnola nordafricana di Ceuta, il governo italiano ha deciso di sospendere temporaneamente il regime di libera circolazione di Schengen nei confronti della Spagna, ordinando la chiusura delle frontiere marittime e aeree tra i due Paesi.
La mossa dell’esecutivo italiano
La decisione è stata annunciata in un primo momento giovedì sera dai vertici dell’esecutivo — la presidente del Consiglio Giorgia Meloni insieme ai vicepremier Antonio Tajani e Matteo Salvini — ed è stata in seguito formalizzata venerdì mattina nel corso di una riunione al Viminale. Presieduta dal ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, la misura è stata adottata sulla base delle indicazioni formulate dal Comitato italiano per l’analisi delle migrazioni e la sicurezza delle frontiere.
Dal canto suo, Antonio Tajani ha difeso la misura definendola una scelta inevitabile e necessaria per la tutela dei cittadini e la difesa dei confini comunitari, sottolineando la necessità di un’azione congiunta per prevenire ingressi incontrollati e contrastare i rischi legati al terrorismo. Sulla stessa linea si è mossa la Francia, con il presidente Emmanuel Macron che ha disposto il rafforzamento dei controlli lungo il confine terrestre con la Spagna, offrendo supporto alle autorità iberiche.
La reazione di Madrid e le tensioni diplomatiche
La risposta della Spagna non si è fatta attendere. Il premier spagnolo Pedro Sánchez ha replicato duramente su X richiamando il valore del rispetto dei trattati europei, e ricordando — sulla base dei dati diffusi da Frontex — come tra il 2021 e il 2026 l’Italia abbia registrato un numero di ingressi irregolari superiore a quello spagnolo. Le tensioni diplomatiche hanno trovato riscontro anche nella convocazione dell’ambasciatore italiano a Madrid da parte del ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares.
Il governo di Madrid ha inoltre ribadito che la crisi di Ceuta non sarebbe legata alle politiche di regolarizzazione dei migranti, bensì a una sentenza della Corte Suprema sugli ingressi via mare sfruttata da organizzazioni criminali e reti di passifinestra.
Le divisioni in Europa
La presa di posizione italiana ha spaccato il fronte europeo, trovando tuttavia il sostegno di diversi Paesi del Nord e dell’Est Europa, tra cui Finlandia, Paesi Bassi, Danimarca, Repubblica Ceca e Svezia. Di avviso differente il Commissario europeo per gli affari interni, Magnus Brunner, il quale ha ricordato l’esistenza di disposizioni specifiche previste dal Codice di frontiera Schengen applicabili proprio alle enclaves di Ceuta e Melilla, confermando l’operatività dei controlli in partenza.
La vicenda si inserisce infine in un contesto politico complesso, segnato in Italia dalla vicinanza della campagna elettorale per le politiche del prossimo anno e da un ampio dibattito che ha raccolto il plauso delle forze di destra ed euroscettiche in diversi Paesi del continente.
