(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Il cacao non è solo la materia prima che fa girare i mercati globali del cioccolato: in Ghana è un affare di sicurezza nazionale, un dossier che scuote i tavoli del governo e costringe la politica a misure d’emergenza. L’allarme lanciato dal COCOBOD — l’ente regolatore statale — per un crollo della produzione stimato ad almeno il 16% nella prossima stagione non fotografa soltanto una congiuntura climatica avversa, ma apre un fronte politico ed economico pesantissimo per l’esecutivo.
Tra clima, parassiti e “galamsey”
Il declino produttivo, concentrato soprattutto nelle regioni nord-occidentali e occidentali che garantiscono oltre metà del raccolto del Paese, è il risultato di un cortocircuito. Da un lato le piogge estreme, l’ombra di El Niño e la diffusione della devastante malattia del germoglio gonfio; dall’altro un fattore dirompente tutto interno e fuorilegge: il galamsey, l’estrazione mineraria artigianale e illegale che sta letteralmente divorando le terre fertili.
I minatori abusivi, spesso organizzati in reti difficili da arginare, offrono agli agricoltori guadagni immediati che spingono molti a cedere o convertire le piantagioni di cacao, sottraendo spazio vitale alla filiera agricola legale. Un’emorragia fondiaria che la politica locale non riesce a fermare solo con i controlli di polizia, trasformandosi in una grana sociale e di governo.
La risposta dello Stato e l’asse con la Costa d’Avorio
Per correre ai ripari, il COCOBOD è dovuto scendere in campo con un piano d’urgenza finanziato e sostenuto dalle istituzioni: potenziamento dei controlli fitosanitari, bonifica delle aree infette e ritorno alla distribuzione gratuita di fertilizzanti per evitare che gli agricoltori abbandonino definitivamente la terra.
La posta in gioco è altissima, anche perché la vicina Costa d’Avorio — il colosso mondiale del settore — naviga nelle stesse acque agronomiche turbolente. Quando i granai d’Africa scricchiolano, le ripercussioni non si fermano ai confini nazionali: diventano un dossier geopolitico ed economico che fa tremare i listini di mezzo mondo e mette sotto pressione i governi dell’area.
