(AGENPARL) - Roma, 31 Luglio 2026 - Per la prima volta nella storia delle Nazioni Unite, in ottant’anni di attività, il vertice dell’organizzazione potrebbe essere occupato da una donna. Su sei candidati in corsa per il Segretariato generale, infatti, quattro sono donne latinoamericane.
Le candidate e i candidati in corsa
Il rapporto ufficiale dell’organizzazione individua i nomi dei contendenti:
- Michelle Bachelet: ex presidente del Cile e già Alto Commissario ONU per i diritti umani.
- María Fernanda Espinosa: ex presidente dell’Assemblea generale dell’ONU ed ex ministro degli Esteri dell’Ecuador.
- Rebeca Grynspan: responsabile del Segretariato Generale Iberoamericano (Segib) ed ex vicepresidente del Costa Rica.
- Carolyn Rodrigues-Birkett: ex ministro degli Esteri della Guyana e attuale ambasciatore presso l’ONU.
La rosa dei candidati è completata da due uomini: l’argentino Rafael Grossi, direttore dell’AIEA, e il senegalese Macky Sall, ex presidente del Senegal.
Un segnale storico in un contesto di crisi
La forte presenza femminile rappresenta un traguardo senza precedenti per l’uguaglianza di genere e i movimenti femministi. Come evidenziato da Michelle Bachelet in un’intervista ad aprile, la scelta di una donna rappresenterebbe “un ottimo segno” capace di infondere speranza. Sulla stessa linea si muove la campagna della società civile “1 for 8 Billion” (sostenuta da oltre 160 organizzazioni), che ha sottolineato come la credibilità del sistema multilaterale passi necessariamente attraverso la rottura di questi modelli di esclusione.
Tuttavia, la corsa si inserisce in uno scenario globale particolarmente complesso:
- Crisi dei diritti: Enti come UN Women hanno denunciato la presenza di atteggiamenti reazionari e crescenti minacce di regressione sui diritti nel piano strategico 2026-2029.
- Stallo geopolitico: Il multilateralismo attraversa una fase di profonda crisi di fiducia. Le tensioni tra le grandi potenze guidate dagli Stati Uniti rischiano di bloccare il Consiglio di sicurezza, l’organo chiamato a formulare la raccomandazione decisiva e in cui ogni candidato deve ottenere almeno nove voti evitando il veto dei cinque membri permanenti.
- Sfide finanziarie e operative: Chiunque raccoglierà l’eredità della carica dovrà gestire problemi di natura finanziaria e conflitti internazionali complessi che esigono una mediazione urgente.
La sfida per la futura leadership dell’ONU andrà ben oltre il simbolismo della nomina: il nuovo Segretario o la nuova Segretaria generale dovrà dimostrare la concretezza del discorso sull’uguaglianza in un panorama geopolitico segnato da forti tensioni e dal crescente scetticismo verso il sistema multilaterale.
