(AGENPARL) - Roma, 1 Agosto 2026 - Stati Uniti e Israele stanno pianificando una delle campagne di bombardamenti più dure mai registrate contro obiettivi legati alle infrastrutture energetiche in Iran. Lo rivelano a CBS News diverse fonti informate sui fatti, secondo cui i raid potrebbero concretizzarsi già nel corso del fine settimana.
I dettagli del piano e i mercati finanziari
Tra i temi al centro delle discussioni vi è stata anche la tempistica dell’operazione, valutando l’ipotesi di concludere le azioni prima della riapertura dei mercati finanziari di lunedì, per timore delle ripercussioni sull’economia statunitense e globale. Al momento, tuttavia, non è stato fissato un termine definitivo.
Il presidente degli Stati Uniti non ha ancora dato l’ordine esecutivo finale per far partire i raid, sebbene l’amministrazione si dica pronta: il portavoce del Pentagono, Sean Parnell, ha dichiarato che il dipartimento è pronto a eseguire le direttive presidenziali in qualsiasi momento, mentre la portavoce della Casa Bianca Karoline Leavitt ha ribadito che gli Stati Uniti vinceranno e che Teheran non avrà armi nucleari.
Gli obiettivi e le spaccature interne
Secondo due fonti, il piano militare prevede di colpire centrali elettriche e raffinerie, con l’obiettivo dichiarato di fiaccare la capacità del governo iraniano di governare e fornire servizi. Venerdì si è discusso anche dell’ipotesi di tagliare l’energia elettrica a Teheran, senza però arrivare a una decisione definitiva.
La questione è emersa apertamente durante la riunione di gabinetto convocata da Donald Trump a Camp David, dove alcuni consiglieri politici della Casa Bianca si sono opposti fermamente all’operazione. Lo stesso Trump, parlando alla stampa, ha usato toni duri affermando che gli Stati Uniti colpiranno molto duramente e che l’obiettivo è vincere, escludendo per ora la riapertura della diplomazia. Le tensioni fanno seguito alle recenti minacce social del presidente, che la scorsa settimana aveva promesso di distruggere centrali elettriche o ponti iraniani in risposta agli attacchi alle navi nello Stretto di Hormuz.
La posizione di Israele e il coordinamento
Mentre fonti statunitensi riferiscono che Israele è stato notificato e sta coordinando le operazioni, un funzionario israeliano ha dichiarato a CBS News di non essere a conoscenza di una decisione per riprendere le operazioni militari su vasta scala né di aver ricevuto richieste formali per unire le forze in azioni contro l’Iran. All’inizio della settimana, tuttavia, il premier israeliano Benjamin Netanyahu aveva incontrato Trump e il segretario alla Difesa Hegseth, illustrando diverse opzioni strategiche, tra cui i raid contro le linee di rifornimento terrestri.
