(AGENPARL) - Roma, 6 Luglio 2026 - 2026**
/Scritto da Redazione, lunedì 6 luglio 2026 alle 14:34/
Antincendi boschivi, la stagione Aib 2026 in Toscana si apre con una
macchina operativa pienamente efficiente ma anche con la consapevolezza che
il cambiamento climatico impone un'evoluzione importante. Con il documento
"Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la gestione del
rischio incendi boschivi" il sistema antincendi regionali compie un passo
in avanti: dall'obiettivo di spegnere gli incendi a quello di comprenderli,
prevenirli e gestirli in modo sempre più efficace attraverso la
pianificazione, la conoscenza scientifica e la resilienza del territorio.
E' quanto emerso dalla conferenza stampa che si è svolta questa mattina a
palazzo Strozzi Sacrati nella quale il presidente della Regione Eugenio
Giani e l'assessore all'agricoltura Leonardo Marras hanno presentato la
stagione Aib 2026 e uno studio del tutto innovativo nel panorama italiano
sulle strategie da adottare per contrastare il rischio incendi alla luce
dei cambiamenti climatici in atto.
La Toscana – ha sottolineato il presidente Giani – è una regione che ha
fatto della cura del territorio, della tutela del paesaggio e della
protezione delle comunità una parte essenziale della propria identità.
Oggi questa responsabilità assume un valore ancora più forte, perché gli
effetti del cambiamento climatico stanno modificando profondamente anche il
rischio incendi. Con le strategie di adattamento che presentiamo oggi la
Toscana sceglie di guardare avanti. Non basta intervenire quando il fuoco
è già divampato: dobbiamo conoscere meglio i territori, rafforzare la
prevenzione, sostenere la resilienza delle comunità e costruire politiche
capaci di anticipare i cambiamenti. È una sfida ambientale, ma anche
civile, economica e sociale, perché proteggere i boschi significa
proteggere la sicurezza delle persone, il lavoro agricolo, le aree interne,
il turismo, la biodiversità e la qualità della vita. La Regione
continuerà a investire in questa direzione, valorizzando la collaborazione
tra istituzioni, enti locali, volontariato, strutture tecniche e
cittadini".
"La stagione del sistema Antincendi boschivi – ha affermato l'assessore
Marras – si apre con una macchina pienamente operativa, pronta ad
affrontare i mesi più delicati dell'anno, ma anche con la consapevolezza
che il rischio incendi è profondamente cambiato. I 151 incendi boschivi
registrati nel primo semestre e l'evento del Monte Faeta, con circa 660
ettari percorsi dal fuocotra fine aprile e inizio maggio, ci dicono che non
possiamo più ragionare secondo schemitradizionali. Il rischio non è più
confinato alla sola estate e gli incendi possono essere più rapidi, più
intensi e più complessi da gestire. Per questo la Regione presenta oggi il
documento "Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici per la
gestione del rischio incendi boschivi", uno studio assolutamente
innovativo nel panorama italiano. Si tratta di un lavoro che introduce un
metodo nuovo: non limitarsi a organizzare la risposta all'emergenza, ma
leggere in anticipo l'evoluzione del rischio attraverso indicatori
climatici, analisi della vulnerabilità dei territori, scenari futuri e
strumenti di pianificazione capaci di orientare le scelte di
prevenzione".
Il presidente Giani e l'assessore Marras hanno inoltre evidenziato come,
accanto alla pianificazione, resti centrale la piena operatività del
sistema regionale: circa 4.000 volontari, 400 operai forestali, oltre 600
mezzi, fino a 10 elicotteri, la sala operativa regionale attiva 24 ore su
24, 7 Centri operativi provinciali, 180 direttori delle operazioni di
spegnimento e i presidi estivi sulle isole. A questo si aggiunge il ruolo
strategico della formazione presso il Centro regionale La Pineta di Tocchi,
perché eventi sempre più complessi richiedono competenze sempre più
specializzate.
Parte integrante della strategia regionale viene infine ritenuta l'adozione
di comportamenti responsabili da parte dei cittadini, come il rispetto del
divieto di abbruciamento e la consultazione del bollettino giornaliero del
rischio incendi: "Solo unendo organizzazione, conoscenza scientifica,
pianificazione e responsabilità condivisa – hanno concluso Giani e Marras
– possiamo rendere il territorio toscano più sicuro e più resiliente".
L'evoluzione del rischio incendi
I dati del primo semestre 2026 confermano che gli incendi boschivi in
Toscana non sono più un fenomeno confinato ai mesi estivi: tra gennaio e
giugno se ne sono registrati 151. Tra questi l'episodio più significativo
è stato quello del Monte Faeta, tra la fine di aprile e l'inizio di
maggio, che con circa 660 ettari di bosco percorsi dal fuoco tra le
province di Pisa e Lucca rappresenta certo un evento eccezionale per
l'estensione raggiunta, ma anche e soprattutto in relazione al periodo
dell'anno in cui si è verificato.
Il cambiamento climatico e il cambiamento dell'uso del suolo (l'abbandono
delle aree agricole, le minori cure colturali nei boschi e la crescita
delle zone di interfaccia urbano-rurale) stanno determinando l'allungamento
della stagione a rischio, dando luogo a incendi più rapidi, più intensi e
spesso simultanei, mettendo sotto pressione i sistemi antincendi boschivi
mondiali.
Le "Strategie di adattamento ai cambiamenti climatici "
L'obiettivo è passare da una gestione prevalentemente reattiva a un
sistema capace di anticipare il rischio, orientando le politiche di
prevenzione e aumentando la resilienza del territorio; le strategie
individuate costituiranno il riferimento per il nuovo Piano operativo
In questo percorso si inseriscono anche le principali azioni già avviate
dalla Regione: i 20 Piani Specifici di Prevenzione Aib, le Comunità
Antincendi boschivi (Firewise), la Comunità del Bosco del Monte Pisano e
il costante investimento nella prevenzione, cui è destinato circa il 40%
delle risorse disponibili. Un punto specifico riguarda poi l'intervento
previsto nell'area del Monte Faeta, per il quale è stato predisposto il
progetto di fattibilità finalizzato agli interventi di salvaguardia
post-incendio (il costo degli interventi è stimato in circa 400mila euro),
come già era stato fatto per gli interventi di salvaguardia delle aree
interessate dagli incendi più rilevanti degli ultimi anni: a Calci (Pisa)
e a Massarosa (Lucca).
Sistema regionale antincendi boschivi: i numeri
Il sistema regionale antincendi boschivi è pronto ad affrontare la
stagione estiva. Questi i numeri dell'organizzazione regionale: circa 4.000
volontari, 400 operai forestali, oltre 600 mezzi operativi, una flotta fino
a 10 elicotteri, la Sala Operativa Unificata Permanente attiva 24 ore su
24, i sette Centri Operativi Provinciali, i 180 Direttori delle Operazioni
di Spegnimento, le unità specialistiche e i presìdi estivi già attivati
sulle isole di Capraia, Giglio e Pianosa. Sarà inoltre valorizzato il
ruolo del Centro regionale "La Pineta", unica struttura italiana dedicata
esclusivamente alla formazione e all'addestramento antincendi boschivi.
Ulteriori servizi sono attivati in convenzione con la Direzione regionale
dei Vigili del Fuoco (per il reciproco supporto operativo) e con il Comando
regionale dei Carabinieri Forestali per le attività di sorveglianza Aib.
Prevenzione e della responsabilità condivisa
Dal 13 giugno è in vigore il periodo a rischio incendi, con il divieto
assoluto di abbruciamento dei residui vegetali fino al 31 agosto, salvo
eventuali proroghe. E' possibile consultare quotidianamente il bollettino
regionale del rischio incendi, elaborato con il Consorzio LaMMA e il
Cnr-Ibe: la collaborazione dei cittadini e la cura del territorio
rappresentano una componente essenziale della strategia regionale.
Dato il contesto di grande evoluzione e variabilità, la formazione e
l'addestramento assumono un ruolo strategico centrale. Il sistema
regionale, già strutturato su percorsi professionalizzanti continui,
consolida e rafforza questo approccio puntando ulteriormente sulla
specializzazione delle figure operative per affrontare situazioni sempre
più complesse e talvolta inedite e anche per assicurare una forza
operativa numericamente adeguata, correttamente distribuita sul territorio,
in grado di sostenere picchi di attività ed eventi simultanei.
