
(AGENPARL) - Roma, 31 Maggio 2026 - Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot (Aurore Martignoni/CC by 4.0
La situazione nel sud del Libano è tornata al centro dell’attenzione diplomatica internazionale. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, ha richiesto formalmente una riunione di emergenza del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite, definendo preoccupante l’escalation delle operazioni militari israeliane in territorio libanese.
La posizione di Parigi
Nel corso di un intervento sul canale televisivo BFMTV, il ministro Barrot ha dichiarato che, pur riconoscendo il diritto alla difesa di ogni Stato, nulla può giustificare il proseguimento delle operazioni militari israeliane in Libano e la sua sempre più profonda occupazione del territorio. Barrot ha inoltre espresso una ferma critica, definendo l’attuale condotta delle forze israeliane un grave errore.
Il valore strategico di Beaufort
La tensione diplomatica segue l’annuncio della cattura del castello medievale di Beaufort da parte delle forze israeliane. Il ministro della Difesa israeliano, Israel Katz, ha descritto l’operazione come un risultato strategico di rilievo, confermando che le truppe hanno stabilito il controllo sulla dorsale che ospita la fortezza.
Secondo le autorità israeliane, il controllo della posizione di Beaufort — che domina gran parte del sud del Libano e del nord di Israele — è finalizzato a smantellare le infrastrutture militari utilizzate in passato per lanciare attacchi. Le truppe manterranno il presidio dell’area come parte di una nuova configurazione della zona di sicurezza nel Libano meridionale.
Il quadro politico
La manovra militare giunge in un momento di elevata instabilità. Il governo libanese ha espresso, per voce del Primo Ministro, una ferma condanna per quella che è stata definita una politica di pressione militare, lanciando un appello alla comunità internazionale affinché si giunga a una cessazione immediata delle ostilità e a un ritiro delle forze straniere.
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