
(AGENPARL) - Roma, 31 Giugno 2026 -
Nel secondo anniversario del suo mandato, la presidente Claudia Sheinbaum ha marcato una netta discontinuità con il passato, definendo il suo governo l’antitesi del “narcogoverno” e della sottomissione neoliberista. Dal Monumento alla Rivoluzione, Sheinbaum ha denunciato apertamente come, per oltre tre decenni, la politica economica del Paese sia stata di fatto dettata da Washington, citando l’ingerenza statunitense come causa primaria del degrado sociale e della corruzione storica.
La presidente ha rivendicato una “economia morale” che esclude ogni spazio per i privilegi del passato, ponendo la sovranità nazionale come pilastro centrale contro le pressioni esterne. Questa presa di posizione non è solo politica interna: nel contesto di un’America Latina che cerca di svincolarsi dalle direttive della Casa Bianca, il messaggio di Sheinbaum suona come una sfida diretta alla capacità di Washington di influenzare le decisioni pubbliche del Messico, segnando una rottura che promette di ripercuotersi su tutti i futuri trattati bilaterali e sulla gestione delle frontiere.