(AGENPARL) - Roma, 16 Maggio 2026 - "Continua il tentativo di scaricabarile del presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro, nei confronti del Governo nazionale. Ma, come si suol dire, sbagliare è umano, perseverare è diabolico: non comprendere che una gestione più attenta di questi oltre 20 anni della Regione avrebbe evitato tutto questo è un errore grave.
Decaro attribuisce il disequilibrio sanitario all'aumento dei costi del 2025, ricordando che la spesa sanitaria cresce del 3,6%, mentre il Fondo sanitario nazionale aumenta solo dell'1,09%. Ma questa spiegazione non basta a giustificare un buco da 349 milioni di euro, soprattutto considerando che appena due anni fa il deficit sanitario era stato quasi azzerato dall'allora assessore Rocco Palese, temporaneamente "prestato al centrosinistra". E mentre oggi si annunciano nuove tasse, da gennaio a oggi si sarebbe già generato un ulteriore squilibrio "matematico" di circa altri 145 milioni di euro, poiché, in questi primi cinque mesi, non è intervenuto alcun tipo di risparmio. Il presidente Decaro sostiene che anche altre Regioni abbiano aumentato la pressione fiscale, quasi fosse questa una giustificazione della propria inefficienza. Ma lo stesso Decaro ammette oggi che, nonostante ciò, il sistema sanitario continua a non rispondere adeguatamente ai cittadini. E allora la domanda è semplice: a cosa serviranno queste ulteriori vessazioni economiche per i pugliesi, se non ci sarà neanche un reale miglioramento dei servizi? Ricordo che in Puglia si paga già una Tari fra le più alte d'Italia. Tasse, sempre e solo tasse ai danni dei cittadini, in cambio di disservizi.
Preoccupa, invece, che molte delle misure annunciate oggi — controllo della spesa farmaceutica, stop alle consulenze automatiche, monitoraggio dei direttori generali e taglio degli sprechi — siano interventi che avrebbero dovuto essere adottati già anni fa. Ricordo a tutti che Decaro aveva consiglieri regionali e assessori a lui molto vicini già nella passata legislatura. Se oggi si parla di sprechi, di consulenze incontrollate e di gestione inefficiente, significa che qualcuno ha sbagliato. Per questo stupisce che siano state ignorate le richieste del centrodestra di individuare le responsabilità politiche, amministrative ed eventualmente personali di questo disastro sanitario. Basta tentare di addossare sempre ad altri le proprie responsabilità. Il rischio concreto è che i pugliesi pagheranno subito di più per continuare ad avere, come sempre, un servizio sanitario regionale scadente, con pronto soccorso al collasso e liste d'attesa di tre anni"./comunicato
