(AGENPARL) - Roma, 19 Maggio 2026 - “Nonostante il Comitato tecnico-scientifico, anche sulla base delle linee guida dell’Oms e dell’Unicef, avesse emanato delle raccomandazioni tecniche che prevedevano la possibilità di non indossare la mascherina per gli studenti sotto i 12 anni in condizione di staticità o di almeno un metro di distanza dai compagni di classe, l’allora Governo decise, per mezzo dei famigerati e reiterati Dpcm, di praticare la strada delle restrizioni più radicali. E questo è accaduto senza che l’Esecutivo effettuasse monitoraggi e quindi senza pubblicare lavori statistici per valutare l’impatto di simili scelte, ad esempio le controindicazioni psico-fisiche, considerando soprattutto la giovane età degli studenti. Dunque, durante la pandemia, i Governi che si succedettero imposero l’obbligo di mascherina a scuola senza alcuna valutazione dei rischi e dei benefici delle scelte e senza seguire le indicazioni del Cts. Questo atteggiamento conferma anzitutto che il mantra ripetuto più volte da Conte e Speranza secondo cui fosse la scienza e non la politica a dettare le decisioni fosse falso. Inoltre, questo approccio ha sfibrato il patto di fiducia tra genitori e scuola pubblica. Tutto ciò è emerso oggi in commissione Covid, durante l’audizione dell’avvocato Antonella Stefani, uno dei legali che aveva sostenuto il ricorso vinto di un gruppo di genitori al Tar sul non uso della mascherina con garanzia di distanziamento dei banchi. La triste realtà è che i dpcm raramente sono serviti a rispondere alle esigenze reali dei cittadini, piuttosto sorge il dubbio, come rilevato da articoli di stampa, che siano stati utili a risolvere problemi immobiliari retroattivi del suocero dell’allora premier Giuseppe Conte”.
Così in una nota Antonella Zedda, vicepresidente dei senatori di Fratelli d’Italia e componente della com