(AGENPARL) - Roma, 22 Aprile 2026 - “La votazione di oggi in Commissione parlamentare di inchiesta sul femminicidio segna un passaggio politico chiaro: lo Stato non può più tollerare che la violenza contro le donne si trasferisca e si amplifichi nello spazio digitale senza una risposta ferma.
Come Senatore, ho votato con convinzione a favore di misure più incisive, perché la violenza online non è un fenomeno marginale ma una vera e propria forma di aggressione, spesso alimentata da dinamiche vendicative, da rancore personale e da una volontà deliberata di colpire e umiliare le donne.
Chi diffonde immagini senza consenso, chi espone pubblicamente la vita privata di una donna, chi utilizza il web per vendicarsi, compie un atto consapevole e grave. Non si tratta di leggerezze né di errori: si tratta di violenza.
I fatti recenti, come quanto accaduto a Foggia, confermano la pericolosità di questi comportamenti. Ma ancora più grave è il clima culturale che li rende possibili.
Le parole violente e gli attacchi personali rivolti alla Presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, dimostrano che si sta superando un limite. Quando il linguaggio pubblico diventa aggressione, quando l’insulto viene normalizzato, si apre la strada a tutte le altre forme di violenza, comprese quelle digitali.
C’è una responsabilità politica e culturale che non può più essere ignorata.
Serve una linea netta: tolleranza zero verso chi usa la rete come strumento di vendetta e di sopraffazione. Serve rafforzare le norme, ma serve soprattutto ristabilire un principio: la dignità delle donne non è negoziabile, né offline né online. Lo Stato deve esserci e deve farsi sentire”.
Lo dichiara la senatrice di Fratelli d’Italia Anna Maria Fallucchi, componente della commissione Femminicidio in Senato