(AGENPARL) - Roma, 16 Marzo 2026 - Dopo l’allerta di sicurezza per la navigazione civile emessa dal NATO Shipping Centre e dalla U.S. Maritime Administration (MARAD) riguardante l’alto rischio di mine e droni nel bacino marittimo, è giunta la replica ufficiale della Federazione Russa.
Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, citato dall’agenzia di stampa ufficiale TASS, ha definito le preoccupazioni occidentali come “unilateralmente provocatorie”. In una nota rilasciata ai giornalisti, Peskov ha ribadito che la Russia considera la “concentrata presenza di navi NATO”, in particolare quelle degli Stati costieri come Bulgaria e Romania, come una “minaccia aggiuntiva” alla propria sicurezza nazionale. “La Russia – ha sottolineato il portavoce di Vladimir Putin – adotterà tutte le misure necessarie per garantire la propria incolumità e la stabilità delle rotte che considera strategiche”.
Le autorità di Mosca hanno inoltre denunciato che l’allerta americana (identificata dal protocollo tecnico MARAD 2026-003) sarebbe finalizzata a creare “ostacoli artificiali” al traffico commerciale russo nella regione. Parallelamente, fonti del Ministero della Difesa russo hanno confermato l’attivazione di sistemi di difesa aerea e di guerra elettronica (EW) in risposta al transito di droni nello spazio aereo della Crimea, evento che, secondo Mosca, giustifica le misure di sicurezza adottate e spiega le interferenze segnalate dalle autorità marittime internazionali.
A rendere ancora più teso il clima diplomatico sono state le dichiarazioni della portavoce del Ministero degli Esteri, Maria Zakharova, la quale ha respinto le accuse di instabilità nel bacino, puntando il dito contro le “azioni irresponsabili” dell’Alleanza Atlantica che metterebbero a rischio la navigazione sicura per scopi puramente politici. La Zakharova ha inoltre criticato l’uso strumentale di termini come “ecocidio” nel dibattito internazionale, definendo le operazioni della NATO la vera fonte di degrado per la sicurezza e l’ambiente nella regione.