(AGENPARL) - Roma, 10 Marzo 2026 - (AGENPARL) – Tue 10 March 2026 MAX DELLA Mora “Cannibale di Immagini”
A cura di Paola Artoni, Peter Assmann e Paolo Bertelli
San Benedetto Po (Mn)
Museo Civico Polironiano – Galleria Mostre (ingresso da via Dugoni 7)
Finissage domenica 15 marzo ore 16.30
Organizzazione: Associazione Postumia
Con il patrocinio e la collaborazione del Comune di San Benedetto Po (Mn)
Sponsor tecnico: Gruppo Frati Spa
La personale di Max Della Mora, allestita nella Galleria Mostre del Museo
Civico Polironiano di San Benedetto Po (Mn) si conclude il 15 marzo con
un incontro con l’artista e i curatori Paola Artoni e Paolo Bertelli, che
insieme a Peter Assmann hanno dato vita a questo progetto. L’occasione è
preziosa perché permette di condividere questa “prima visione” dei cicli recenti
che l’artista ha dedicato al suo grande amore per il cinema.
L’artista, milanese di origine e ora attivo nel Monferrato, si è diplomato in
Comunicazioni Visive, ha seguito un corso di cinema d’animazione e ha
lavorato come cameraman. In qualità di scrittore, collabora con riviste di
cinema italiane ed estere e alle edizioni di libri dedicati al cinema di genere. La
mostra di “carbon copy art” è organizzata dall’Associazione Postumia, con il
patrocino e la collaborazione del Comune di San Benedetto Po e con lo
sponsor tecnico Gruppo Frati Spa.
I curatori hanno conosciuto l’arte di Della Mora nel corso dei Simposi
internazionali d’arte contemporanea organizzati nella Kunstkammer di Grazie
(Mn) e in tutta Europa. In occasione di questa prima personale hanno
selezionato alcuni nuclei tematici e nel loro testo pubblicato nel catalogo in
forma di fanzine annotano: «Quando Max Della Mora siede al tavolo da
lavoro le sue mani danzano con precisione: le carte carbone sono leggere e
vengono adagiate sul foglio con delicatezza, la lama del cutter si muove con
sicurezza mentre taglia e incide. Solo quando le immagini sono adeguatamente
montate insieme nasce il legame, emerge la storia, ha origine il dialogo con lo
spettatore: il lavoro cinematografico è sempre un taglio nell’occhio di chi
guarda, e non solo, basti pensare al capolavoro di Buñuel e Dalì Un chien
andalou. L’artista osserva, assembla, tratteggia, ricompone. Si ispira alla
cultura underground e al cinema e questa pellicola immaginaria viene via via
filtrata dalle sue passioni oltre che dalle sue ossessioni personali. Come
nessun’altra
generazione
prima,
siamo
plasmati
mondi
cinematografici, in una dimensione per noi acquisita come ovvia e normale.
Modelli, ideali, buoni e cattivi… un intero sistema di valori sociali è stato
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